Greenpeace e le aziende di moda che inquinano

Tra i promossi ci sono Benetton, Zara e H&M.

Greenpeace aziende moda che inquinano

Il settore della moda, dopo quello del petrolio e insieme a quello siderurgico, è il più inquinante per quanto riguarda le risorse idriche perché usa sostanze tossiche. Ci sono aziende virtuose, che prendono provvedimenti da questo punto di vista, e altre che, invece, sono ancora molto indietro e non sembrano impegnarsi seriamente.

Come fa notare in un interessante approfondimento Business Insider, Greenpeace ha stilato un elenco distinguendo tra brand virtuosi e brand che restano “patiti delle sostanze tossiche” e che non hanno ancora aderito alla sua Campagna Detox. Sono circa cento i marchi della moda e del tessile che hanno espresso il proprio sostegno a questa iniziativa, tra di loro anche molte italiane, soprattutto toscane, dove da un anno e mezzo è partito il primo Detox collettivo di Prato, sostenuto anche da Confindustria Toscana Nord.

Le sostanze identificate come pericolose, ma purtroppo ancora molto usate nell’industria della moda, sono: alchifenoli, ftalati, ritardanti di fiamma bromurati e clorurati, coloranti azoici, composti organici statici, composti perfluoroclorurati, clorobenzeni, solventi clorurati, clorofenoli, paraffine clorurate a catena corta, metalli pesanti come cadmio, piombo, mercurio, cromo VI.

Greenpeace ha stilato una sorta di classifica, il cui ultimo aggiornamento è di luglio 2016, in cui distingue tra aziende promosse, che fanno parte della Categoria Avanguardia e che hanno aderito alla Campagna Detox rispettandole le scadenze, e sono Benetton, H&M e Inditex; poi i promossi con riserva, Categoria La moda che cambia, in cui troviamo C&A, Puma, Adidas, Valentino, Fast Retailing, G Star, Mango Miroglio, Burberry, Levis e Primark.

Ci sono poi i rimandati, Categoria Retrovie, che sono Esprit, Nike, LiNing e Limitedbrands, e infine i bocciati, che sono Armani, Versace, Bestseller, Diesel, D&G, Gap, Hermès, LVHM Group/Christian Dior Couture, Metersbonwe, PVH e Vanci, definiti da Greenpeace “i patiti delle sostanze tossiche”. Tutti i dettagli della campagna di Greenpeace sono a questo link dove si può leggere chi sta passando dalle parole ai fatti.

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