Si fa presto a dir magnesio

A seconda dell’elemento a cui si lega, il magnesio ha biodisponibilità e benefici diversi.

Magnesio - Integratore - Consigli e opinioni

A noi che guardiamo con occhio critico le pubblicità, dominate negli ultimi anni da spot che inneggiano al magnesio come bene primario, non può non sorgere spontanea una domanda: ma come facevano a vivere le nostre nonne che non avevano l’integratore? Eppure questa volta, gli uomini (e le donne) del marketing, un fondo di verità, dalla loro, ce l’hanno. Alle nostre nonne, infatti, l’integratore non serviva perché:
– mangiavano alimenti freschi, ben più ricchi di magnesio, coltivati in terreni non depauperati dall’agricoltura intensiva;
– non mangiavano cibi raffinati, soprattutto dolci, che richiedono un grande apporto di magnesio per essere elaborati;
– riservavano l’utilizzo di farmaci che lo assorbono (antibiotici, cortisonici, contraccettivi orali e vasodilatatori) alle grandi occasioni;

ma soprattutto avevano una vita, magari fisicamente più pesante, ma sicuramente meno stressante. Per dirla in termini contabili: avevano maggiori entrate a fronte di minori uscite, per cui il loro bilancio era in pareggio se non in attivo.

Alcuni sintomi della carenza di magnesio sono noti ai più: svogliatezza generale, affaticamento mentale, sensazione che braccia e gambe si siano trasformate in uova strapazzate. Altri disturbi invece più raramente vengono messi in relazione con questo deficit. Eccone solo alcuni:
– aritmia
– disturbi del sonno
– dolori mestruali o sindrome premestruale accentuata con gonfiore e insonnia;
– depressione
– ansia
– tremore
– cefalea
– sbalzi di pressione tra gli ipertesi

e per finire, il nostro nemico numero uno: lo stress. In questo caso si crea un circolo vizioso, perché se lo stress, da una parte, esaurisce le nostre riserve di magnesio, dall’altra si alimenta della sua carenza.

Basta un poco di magnesio e tutto brillerà di più? Dipende… Non tutti gli integratori di magnesio in commercio sono uguali o danno gli stessi benefici e hanno le stesse controindicazioni. Ma soprattutto, non tutti i sali di magnesio hanno la stessa biodisponibilità: non importa quindi se il contenuto di magnesio sia alto, quando lo stesso non viene assorbito dal corpo. Viceversa, sali con più basse percentuali di magnesio, possono essere in grado di apportarne di più all’organismo. E gli stessi benefici, come si diceva, variano a seconda dell’elemento a cui il magnesio è associato.
Prendiamo qui in considerazione solo quei sali di magnesio che assicurino un’alta biodisponibilità di questo minerale, e che siano facilmente reperibili in commercio.

Magnesio citrato – Ha un’alta biodisponibilità. Oltre a fornire una buona integrazione “generica” del minerale, aiuta anche in caso di intestino pigro, essendo, alle dosi giornaliere consigliate un blando lassativo. Quindi se siete carenti di magnesio, e soffrite di stitichezza ma non in maniera drammatica, potrete ottenere un doppio effetto.

Magnesio solfato – Questo sale di magnesio, conosciuto anche come sale di Epsom, ha un sapore molto amaro e un forte effetto lassativo. La sua assunzione (una soluzione di due cucchiaini e mezzo in un litro d’acqua da distribuire nel corso della giornata) è riservata a quando si ha bisogno di un effetto purgativo oppure, sotto controllo medico, serve a pulire l’intestino all’inizio di una dieta di depurazione del fegato. È previsto anche un uso esterno: disciolto nell’acqua della vasca rende il bagno disintossicante.

Magnesio carbonato – Viene usato per favorire la digestione e contro il reflusso gastrico. Nello stomaco, a contatto con l’acido cloridrico, si trasforma in cloruro di magnesio. Tuttavia, uno degli integratori più diffusi in commercio in Italia è costituito da carbonato di magnesio addizionato con acido citrico. A contatto con l’acqua si trasforma in magnesio citrato: i benefici che procura sono quelli di quest’ultimo.

Cloruro di magnesio – Il cloruro di magnesio era il grande guaritore del passato, ma ancora oggi è un toccasana per prevenire e curare tanti disturbi. In particolare, rispetto agli altri tipi di magnesio, previene e cura le calcificazioni a livello di articolazioni, previene la formazione dei calcoli renali impedendo all’ossalato di calcio di depositarsi sui reni ed elimina l’acido urico (se però si soffre già di insufficienza renale va assolutamente evitato), purifica il sangue e aiuta il buon funzionamento del sistema cardiovascolare, contrasta la sindrome premestruale e l’insonnia, e i disturbi della menopausa.
È il sale di magnesio più economico ma il suo sapore amaro non è particolarmente invitante. È però disponibile anche in compresse (molto meno economiche). Se si opta per assumere la soluzione, va preparata con 25 gr. di sale in un litro di acqua bollita. Questa soluzione è sufficiente per dieci giorni.

Magnesio malato – Oltre ai benefici tradizionali di questo minerale, il magnesio malato si distingue dalle altre tipologie, per l’aiuto che fornisce all’organismo nell’eliminazione dei metalli pesanti.

Magnesio pidolato – La formulazione che lega il magnesio all’acido pidolico fa sì che questo possa penetrare direttamente nella cellula diventando immediatamente disponibile. È quindi il più indicato quando la carenza di magnesio esige una risposta immediata. Stimola il sistema nervoso centrale, aiutando attenzione e memoria. Contrasta dismenorrea ed emicrania.

Magnesio chelato – È particolarmente efficace nella cura di cefalea, ansia e vertigini. Legandolo a due molecole di glicina otteniamo il magnesio bisglicinato. Questa formulazione, non solo è la migliore per quanto riguarda l’assorbimento a livello intestinale, ma è anche quella meno soggetta ad eliminazione, permettendo all’organismo di trattenerne una quantità maggiore.

Lasciamo per ultimi questi due tipi di magnesio perché, a differenza degli alti, non hanno effetti lassativi. Sono quindi adatti anche a chi, dotato di intestino tutt’altro che pigro, pur avendo carenza di magnesio, ne ha sempre evitato l’assunzione proprio per i suoi effetti collaterali.

Magnesio glicinato – Il magnesio qui è legato alla glicina, che ha effetto calmante. Vista l’alta biodisponibilità è particolarmente adatto per carenze a lungo termine e per chi soffre di dolore cronico e muscolare.

Magnesio taurato – È il tipo di magnesio più adatto per chi soffre di aritmie e problemi cardiovascolari. Inoltre aumenta la sensibilità all’insulina.

Mai eccedere con il magnesio

Visti i benefici che il magnesio procura, è facile cadere nella tentazione di volerseli assicurare tutti e subito. In questo caso la regola del “più è meglio” non vale. Cosa succede a superare le dosi giornaliere consigliate? Succede che saremo soggette a sintomi simili alla carenza di magnesio: senso di affaticamento, sbalzi d’umore, astenia, aritmia, pressione bassa. Inoltre, visto l’effetto lassativo del magnesio, inevitabile saranno nausea e diarrea. Ricordiamo sempre quando assumiamo degli integratori (ma in generale nella vita) che la regola da tener presente è quella della nonna: il troppo stroppia.

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