“50 sfumature di rosso” e “Ore 15:17 – Attacco al treno”, le recensioni

Due film diversi in uscita lo stesso giorno, li abbiamo visti per voi.

50 sfumature di Rosso - La recensione

Con 50 sfumature di rosso si conclude la saga ispirata ai libri di E.L. James, la scrittrice inglese autrice dei tre best seller dai quali sono stati tratti anche gli altri due film: 50 sfumature di grigio e 50 sfumature di nero. Il film si apre con il matrimonio di Ana(stasia) e Chris, che trasforma la signorina Steele in signora Grey, il cambiamento si avverte anche nel suo carattere, per la prima volta è meno succube del suo “padrone”, salvo quando i due finiscono nella stanza rossa.

A minacciare la felicità dei neosposini, che come tutti i neosposini non perdono occasione per accoppiarsi sempre e ovunque, Jack Hyde, l’ex datore di lavoro di Ana, innamorato di lei, che diventa il loro stalker. Mentre Ana Grey diventa il direttore della casa editrice di proprietà del marito, riceve minacce e si ritrova Hyde a casa nonostante le due guardie del corpo messe a disposizione da Chris non la lasciano mai da sola (uno di questi ruba lo scettro a Jamie Dornan in quanto a fascino, Brant Daugherty).

Fra Ana e Chris però non sono tutte rose e frustini, Ana sembra desiderare di ampliare la famiglia, mentre il signor Grey desidera altro. Fra un’uscita dalla spiaggia di Nizza e un giro sulla moto d’acqua che alla generazione degli anni ’80 ricorderanno Piccolo grande amore, il film si snoda in modo comico suo malgrado e diventa imperdibile per chi ha amato (e deriso) gli altri due film della saga. Jamie Dornan con un po’ di barba incolta acquisisce più fascino, mentre Dakota Johnson… è sempre la stessa.

Attacco al treno

Con Ore 15:17 Attacco al treno, Clint Eastwood torna a parlare di attualità e lo fa con i veri protagonisti. Spencer Stone, Alek Skarlatos e Anthony Sadler sono tre americani comuni, tre ragazzi normali (ok due di loro hanno un addestramento militare) che girano l’Europa in treno.

Dopo aver visitato Roma e Venezia, Spencer e Anthony si ricongiungono ad Alek in Germania e partono per Amsterdam prima e per Parigi poi. I tre viaggiano su un Thalys, un treno ad alta velocità il n°9364 partito il 21 agosto del 2015 dalla stazione di Amsterdam e diretto nella capitale francese.

Il convoglio va alcune fermate, subito dopo aver passato il confine con il Belgio, il marocchino Ayoub El Khazzani sale a bordo del treno e ha in mente di perpetuare un attacco terroristico: El Khazzani viene disarmato dal coraggioso Spencer, aiutato da Anthony e da Alek. I tre sono aiutati da un altro viaggiatore, l’inglese Chris Norman.

Grazie al loro coraggio, l’attacco terroristico al Thalys viene sventato. Clint Eastwood torna a parlare di eroi comuni e lo fa portandoci – per un lungo periodo – a Sacramento, dove i tre amici sono cresciuti e si sono conosciuti, mentre con una serie di flashforward ci porta sul Thalys nel 2015. Il regista americano però, questa volta, non riesce nell’intento: Ore 15:17 Attacco al treno appare un film a tratti sconnesso e troppo pieno di retorica.

Quello che era riuscito al regista americano in Sully, qui manca: Ore 15:17 Attacco al treno pecca di retorica e anche l’ottima idea di usare i reali protagonisti del sventato attentato terroristico diventa un aspetto negativo del film. Che il regista sia cambiato da quando ha espresso il suo appoggio a Trump? Speriamo che ci smentisca con il prossimo titolo…

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