Addii & sushi

Le altre due stagiste dell’agenzia in cui lavora Soffi hanno finito il tirocinio e hanno salutato tutto tra consegne all’ultimo minuto e pranzo a base di sushi.

Quest’ultimo venerdì al lavoro si respirava davvero un’aria diversa… persino il dj set di Jesse era un po’ più malinconico del solito.
Il motivo? Le  nostre care colleghe di stage tornano a casa, anzi a scuola  (la nostra università, ndr). E così  le Charlie’s Angels della comunicazione, come ci chiamano qui in agenzia , si separano, dopo un mese di lavoro (non pagato).

Nonostante la grippe (odiosissima influenza francese) e una sessione extra di antibiotici e antipiretici che mi sono autoprescritta (a mali estremi si diventa anche medici di se stessi), venerdì ho sfidato la sorte e sono tornata a lavoro, solo per salutare le filles.
Ovvialmente il capo ha pensato bene di ri-accogliermi con un lavoro ad alta tensione, per il quale io avrei dovuto metterci le idee e Corinne il francese scritto decentemente.
Peccato che la cara collega, giunta all’ultimo giorno del suo stage, avesse davvero poca intenzione di lavorare… perciò ha iniziato spudoratamente a cazzeggiare: prima una carrellata di video inutili, come il suo ragazzo che fa Thai Boxe, poi Salem (il gatto parlante di Sabrina- vita da strega, ndr) alle prese con la cuffia da doccia; infine è passata alle foto della sua cuginetta su Facebook… insomma, tutto molto interessante, ma considerato che il capo ci aveva imposto una consegna alle 16 non mi sembrava una buona idea vedere i fimati di un gatto che parla in francese!

La stanza del lungo, lunghissimo brainstorming

La stanza del lungo, lunghissimo brainstorming

E mentre lei tergiversava sulle peggiori idiozie, io ho iniziato a lavorare alacremente da sola. Per fortuna, il momento del pranzo è stato allietato da una piacevole tavolata di sushi take-away offerto dai boss. Unica nota dolente la location: considerato il timido accenno di sole che c’è stato, qualcuno ha proposto di mangiare all’aperto. Così mentre gli altri mangiavano il loro pesce crudo addirittura in t-shirt,  io mi sono coperta meglio di un eschimese e ho pranzato pensando alla mia influenza curata con il fai da te!

Ore 14.30: dopo aver riso e scherzato il capo ci riporta all’ordine e io mi ricordo che la scadenza è vicina. La mia collaboratrice inizia lentamente a realizzare che abbiamo poco tempo e inizia questa seconda fase con irritanti paranoie del tipo: “Putain, il capo deve compilare la valutazione del mon stage, putain sicuramente si arrabbierà se non consegnamo in tempo, putain sicuramente le nostre proposte non andranno bene”, concludendo con : “Putain non è che puoi esporre tu al capo il progetto?”

Strangolarla non potevo, quindi dopo questa proposta indecente mi sono rassegnata e ho preso il coraggio a due mani e… ce l’ho fatta! Ho trovato non so dove la forza di parlare e forse ho detto anche cose sensate perché il capo annuiva (quasi) soddisfatto!

Poco importa, giorni dopo una delle mie proposte è stata scelta dal cliente: dopo la scorpacciata di Excel mi sono (quasi) sentita utile!
Intanto la giornata, dritta o storta, era finita e anche se la voglia di picchiarla era stata molto forte durante la giornata, ho dovuto salutare Corinne e ringraziarla per la compagnia di questo periodo. Poi è  toccato alla stilosa Adele, la mia guru di moda nonsostante la giovane età!
Mi mancheranno entrambe ma, in ogni caso, qui in Francia le aziende hanno lo stesso motto degli italiani: “Morto un Papa se ne fa un altro” e il prossimo mese arriva una nuova ragazza!
So già che parla francese, spagnolo, catalano portoghese e inglese… Ma l’italiano non lo insegnano nelle scuole francesi ???

Soffi nel paese delle meraviglie

Le postazioni vuote...la sindrome da nido vuoto 🙁

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