L’effetto protettivo dell’allattamento contro il tumore al seno

Un approfondimento a cura di Ufficio Stampa Sorgente Genetica.

Allattamento e tumore al seno - Effetti benefici

Il tumore al seno ha un’alta percentuale di presenza nella popolazione femminile: colpisce più di 50.000 donne ogni anno (cfr. fonte 1).
Diversi sono i fattori di rischio per il cancro al seno, tra cui:
• l’esposizione protratta agli stimoli degli estrogeni ovarici;
• non aver avuto figli;
• l’alimentazione sbilanciata (ricca di grassi, povera di fibre);
• la predisposizione genetica (cfr. fonte 2).

Per quanto riguarda l’ereditarietà si è visto che c’è una maggiore probabilità di ammalarsi in presenza di mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2. Tale rischio è pari al 65% per le donne portatrici di una mutazione BRCA1 e al 40% per le portatrici di una mutazione BRCA2 (cfr. fonte 2).

Ѐ importante fare prevenzione, sia sottoponendosi a percorsi di screening che adottando stili di vita più salutari (cfr. fonte 2).

L’allattamento al seno, per esempio, è stato visto che è un fattore protettivo per il cancro al seno, capace di ridurre il rischio di ammalarsi del 4% per ogni anno di allattamento (cfr. fonte 1). Probabilmente questa riduzione è dovuta al fatto che durante l’allattamento al seno le donne non bevono alcolici, non fumano e seguono una corretta alimentazione. Durante l’allattamento, inoltre, si ha un abbassamento dei livelli di estrogeni e le cellule del seno non hanno la possibilità di comportarsi in modo anomalo poiché impegnate nella produzione del latte (cfr. fonti 1 e 3).

Sono diversi gli studi che hanno confermato la funzione protettiva dell’allattamento contro il tumore al seno, soprattutto per quanto riguarda le donne portatrici di una mutazione del gene BRCA1 (cfr. fonte 4). Il rischio di sviluppare un tumore al seno è ridotto del 45% nelle donne con mutazione del gene BRCA1 e del 59% nelle donne con familiarità per questo tipo di tumore (cfr. fonte 3). Non è stata evidenziata, invece, una correlazione tra le portatrici di mutazione del gene BRCA2 e l’allattamento al seno (cfr. fonte 4).

Per individuare un’eventuale presenza di mutazioni a carico dei geni BRCA, è possibile sottoporsi a test specifici come il test Sorgente BRCA. È un esame di screening genetico che consiste in un semplice prelievo del sangue e ha un alto tasso di affidabilità nella rilevazione delle mutazioni BRCA.

È molto importante consultare uno specialista per valutare i sintomi e definire il percorso di screening corretto da seguire.
Per maggiori informazioni: www.brcasorgente.it

Fonti:
1. Fondazione Veronesi – www.fondazioneveronesi.it
2. https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2018/11/2018_LG_AIOM_Mammella.pdf
3. Airc
4. Breastfeeding and the risk of breast cancer in BRCA1 and BRCA2 mutation carriers

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