Animali da bar: le tendenze più cool nel mondo felino

Tra vini, locali e social network ad hoc i gatti sono sempre più protagonisti. Siamo sicuri che ne siano felici?

Animali da Bar - I gatti tra cafe, vino e social network

Son finiti i tempi in cui, per far felice un gatto, bastavano una casa popolata di sorci, una ciotola di latte e tanta libertà. I gatti millenial si sono sprovincializzati, mondanizzati, e anche il mercato si è adeguato a questo nuovo trend. Ecco allora le ultime tendenze dal mondo felino.

Vini per gatti

Ai proprietari di gatti, preoccupati che il proprio micio non “santificasse” degnamente le feste o il proprio compleanno, un’azienda giapponese, e più recentemente un’altra statunitense, sono venute in soccorso, producendo e commercializzando questi indispensabili prodotti. Sarebbe bastato chiedere al gatto che probabilmente avrebbe optato per un bel festeggiamento a base di branzino. Ma nel dubbio che non sia così, e se siete convinti che chi non brinda in compagnia, o è un ladro o è una spia, ecco quali sono le “etichette” disponibili per amanti di novello, bianco o rosso.
Naturalmente sono vini analcolici. Lo stato di ebrezza che segue la bevuta, viene provocato dall’aggiunta dell’erba gatta. Non si tratta di quella che viene comunemente acquistata per aiutare il micio a espellere il pelo ingerito, che è una pianta appartenente alla famiglia delle graminacee e nota come loietto. Parliamo della Nepeta Cataria, che contiene il nepetalattone, una sostanza psicoattiva su un buon 60% di gatti.

Il novello: Nyan Nyan Nouveau

Ideato dalla giapponese B&H Life, un’azienda che si occupa di prodotti per animali, già nel lontano 2013, questo novello è costituito da succo d’ uva cabernet, con l’aggiunta di vitamina C e Nepeta Cataria (o catnip).
È venduto in confezioni di 180 ml alla modica cifra di 399 yen (circa 3,27 €). “Nyan nyan” in giapponese equivale al nostro “miao miao”. Sarà quello che esclamerà il nostro gatto dopo aver sentito il prezzo del suo “quartino”?

I rossi: Pinot Meow e CATbernet

L’idea è partita per scherzo, quando Brandon Zavala, conosciuto come “l’uomo dei gatti”, fondatore dell’Apollo Peak, iniziò a etichettare col nome di Pinot Meow le bottiglie da regalare ai propri amici (umani). Si trattava di comune vino d’uva, ma fu la scintilla che, con due anni di ritardo sui giapponesi, fece partire la produzione dedicata ai felini.
A differenza del vino del Sol Levante, questo è prodotto con una grossa componente di acqua. Il colore è invece dato dall’utilizzo della barbabietola rossa. Quali ne sono gli ingredienti? Oltre all’acqua e barbabietola rossa già citate, Nepeta Cataria biologica, sale marino e acido ascorbico per il Pinot Meow, mentre il CATbernet prevede gli stessi ingredienti, ma con l’aggiunta di menta piperita. L’alito fresco è importante.

Il bianco: MosCATo

Prodotto anche questo dalla Apollo Peak, come ogni buon moscato che si rispetti è un bianco. Fatto con acqua, succo di barbabietola dorata biologica, Nepeta Cataria altrettanto biologica, sale marino e acido ascorbico. Perfetto accompagnamento per la torta di compleanno. Ne esiste anche una versione Stawberry ma in edizione limitata.

Il rosé: White Kittendel

Ultimo prodotto dell’Apollo Peak, e doppia festa! L’erba gatta qui si sposa con la radice di valeriana, sede di un alcaloide, raddoppiando l’effetto psicoattivo sui gatti. Gli altri ingredienti sono gli stessi che caratterizzano la linea del brand dedicata ai felini.

Il costo del prodotto si aggira mediamente sugli 11/12 euro per la bottiglietta da 8 dosi (326 ml). Verrebbe da obiettare che il pusher sotto casa per otto dosi ti chiede di meno, ma cosa non si fa per gli amici baffuti!
A parte le considerazioni di ordine economico, ci sono quelle legate alla salute del gatto: succo d’uva e barbabietole, hanno un’alta concentrazione di glucosio. Teniamo presente che il gatto, per quanto nella nostra mente lo si sia “umanizzato”, è e resta un carnivoro e non un onnivoro e mal tollera gli zuccheri. Inoltre l’acido ascorbico, o vitamina C che dir si voglia, di cui necessita, è autoprodotta nel gatto, sintetizzata dal fegato. L’inutile integrazione di questa vitamina, che viene espulsa aumentando la concentrazione di ossalati di calcio nelle urine, può provocargli calcoli alla vescica. Quindi, se proprio vogliamo brindare in sua compagnia, facciamolo, ma limitiamone le occasioni.

Social network per i gatti

Se potessero parlare direbbero che fare “cin cin” con gli umani non è la loro prima scelta ma un semplice ripiego. Preferirebbero farlo di gran lunga con qualcuno della propria razza, con cui condividere vedute e interessi culturali. D’altra parte socializzare di questi tempi di magra libertà, non è così semplice. Ecco allora che dalla Russia, arriva DruzhOK, un social network dedicato a cani e gatti. Meno male che almeno i russi ci han pensato, estendendo gli utenti della piattaforma senza discriminazioni razziali. Sì, perchè Bepuppy, nato un paio di anni prima in Italia, si limitava a fare incontrare tra loro solo i cugini cani.
DruzhOK funziona un po’ come Facebook, e tra le informazioni da fornire, oltre a razza, sesso, età, in vista di incontri galanti, c’è anche il proprio stato civile. Naturalmente foto e video si sprecano e grazie alle condivisioni alcuni membri di DruzhOK hanno milioni di follower.

Neko Café o Cat Café

Cat Café o Neko Café

Nati a Taiwan, i Neko Café, hanno conosciuto presto una diffusione esponenziale in Giappone e da qui al resto del mondo dove sono diventati Cat Café. Non sono i caffè dove i gatti si incontrano e bevono i loro vinelli, magari dopo un abboccamento riuscito su DruzhOK. Sono caffè in cui gli umani, amanti della specie, possono degustare cibi e bevande in compagnia di una colonia felina che si aggira per il locale.
Il motivo per cui il fenomeno è subito espolso in Giappone risiede nel fatto che i padroni di casa dagli occhi a mandorla, mal tollerano la presenza di animali annessa a quella dei propri inquilini. E beh, se i gatti giapponesi sono stati i primi avvinazzati del Pianeta, possiamo anche capirli!
In Europa i cat cafè sono arrivati nel 2012, con l’apertura viennese del Café Neko. In Italia due anni più tardi, ma ancora le code fuori da questi locali non tendono a diminuire, soprattutto nei week end.
Grande successo quindi anche per i neko café nostrani. Dove trovarli per provare l’ebrezza di un caffè con fusa?
Torino, pioniera del settore, ne conta ben due: il MiaGola Caffè, e il Neko Café (che tra poco bisserà con l’apertura a Bologna); a Roma c’è Romeow, a Milano il Crazy Cat Café e infine a Prato il Torakiki Cat Café.
Essendo animal friendly, in questi bar è offerta, anche se non sempre in via esclusiva, una selezione di piatti e dolci vegetariani e vegani (a prova di tentazione per qualsiasi gatto).
Uno dei grossi meriti dei cat café è la provenienza dei gatti, tutti salvati dai gattili.
Quanto ai vantaggi per gli umani, invece, diversi studi medici asseriscono che accarezzare un gatto porti grandi benefici al sistema cardio-vascolare. Ma sarà così anche per il gatto che viene accarezzato? Non secondo l’RSPCA (Royal Society for Prevention of Cruelty to Animals) e altre associazioni animaliste del Regno Unito dove i cat café spopolano, che hanno stabilito che i cat café non sono la casa ideale per i felini. Viene il sospetto che sia effettivamente così, perché, anche se in tutti le regole ben esposte parlano chiaro (i gatti non vanno nutriti, né svegliati se stanno dormendo, e tanto meno accarezzati o presi in braccio se non sono loro a sollecitarlo), il personale che ha già il suo bel da fare, non può stare dietro a tutti i clienti trasformandosi nella Gestapo, e i clienti che tendono a infrangere le regole sono diversi: chi li vuol prendere in braccio, chi cerca di fermarli se scappano, chi li rimpinza di cibo poco salutare per un carnivoro. Non parliamo poi dei genitori che portano i bambini al cat café come se li portassero allo zoo, senza spiegare preventivamente il giusto rispetto per un animale come il gatto che non sempre è in vena di coccole come succede invece al cane.
Insomma, a volte, anche fare il gatto è davvero uno stress!

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