In evidenzaTv

Bella da morire, un cast (quasi tutto al femminile) per parlare di femminicidio

Recensione Bella da morire Rai1 con Cristiana Capotondi

Su Rai 1 la fiction diretta da Andrea Molaioli.

Recensione Bella da morire Rai1 con Cristiana Capotondi

Un femminicidio in una piccola provincia e un’ispettrice di polizia appena tornata nella sua città natale che tenterà di risolverlo: è questo l’inizio di Bella da morire, la nuova fiction di Rai 1 diretta da Andrea Molaioli con Cristiana Capotondi, Matteo Martari, Lucrezia Lante della Rovere e Margherita Laterza.

La morte della reginetta di bellezza Gioia Scuderi avvolge nel mistero il piccolo centro di Lagonero, dove è appena ritornata l’ispettrice Eva Cantini (Capotondi). Dirige le indagini, che Eva segue con il collega Marco Corvi, la PM Giuditta Doria (Lante della Rovere) e a completare il quadro tutto al femminile della fiction il medico legale Anita Mancuso, interpretato da Margherita Laterza.

Le donne protagoniste non finiscono qui: la mamma della vittima è affetta da Alzeheimer, interpretata da Anna Ferruzzo, Elena Radonicich interpreta Sofia, la sorella maggiore di Gioia, e Benedetta Cimatti dà il volto alla sorella dell’ispettrice Rachele. Un’indagine che sarà al centro della fiction di Rai 1 e che mette proprio al centro gli ispettori, la PM, la famiglia della vittima con il loro vissuto prima e dopo la sua scomparsa.

Una storia tristemente attuale che vuole riconsegnare anche nel modo in cui è stata scritta la complessità dei casi di femminicidio, come la stessa Eva Cantini afferma ce n’è uno ogni 72 ore. La protagonista è stata definita così dal regista: “Eva è un personaggio complesso pieno di sfumature. Si presenta come una donna spigolosa, intransigente pronta a marcare con la matita blu la distanza tra l’ambizione di chi vorremmo essere e ciò che nella realtà dei fatti riusciamo a realizzare. Eva è dura con gli altri perché lo è con sé stessa”.

Al centro di Bella da morire non c’è solo un femminicidio ma la ragnatela di rapporti al centro di piccoli e grandi centri fatta di birre dopo una partita di rugby, appuntamento al buio attraverso le dating app e una sorella che ti fa da baby sitter: “Al centro della nostra serie c’è il femminicidio, ma non solo. Bella da morire è anche un racconto di relazioni familiari e sentimentali complicate dalla diversità, dalla distanza e dai segreti. Rapporti tra sorelle, genitori, figli e amanti, dove la superficie nasconde una complessità che si svela poco a poco, dove si può nascondere la violenza, ma in cui imprevedibilmente nasce anche la possibilità di un cambiamento”.

Bella da morire vi aspetta dal 15 marzo su Rai 1 per quattro serate.

Chiara Laganà
Giornalista professionista dal 2007, appassionata di cinema, sport, serie TV. Si è innamorata della settima arte guardando un film di Truffaut e delle serie TV perdendosi nei corridoi della Sterling Cooper e del County General Hospital di Chicago.

    Ti potrebbe interessare...

    Altro in:In evidenza

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *