“BlacKkKlansman”, Spike Lee torna con un film che farà discutere

Al cinema dal 27 settembre la storia (vera) di un afro-americano infiltrato nel Ku Klux Klan.

BlacKkKlansman - la recensione film di Spike Lee

È tornato Spike Lee, il regista americano torna con BlacKkKlansman un film che lo riporta a inizio carriera. Presentato fuori concorso a Cannes, Spike Lee s’ispira alla storia (assurda, ma vera) di Ron Stallworth, un agente afroamericano della polizia di Colorado Springs che riuscì a infiltrarsi nel Ku Klux Klan.

Ron è un giovane ragazzo afroamericano nell’America della segregazione razziale dove quelli come lui sono chiamati rospi e la sua “gente” non ha fiducia nelle forze dell’ordine, ma nonostante tutto Ron sogna di diventare un agente di polizia. Una volta entrato in forza nella caserma di Colorado Springs, dopo un periodo passato in archivio, viene affidato all’intelligence dove, leggendo il giornale, entra in contatto con la sede locale del Ku Klux Klan. Insieme a un collega di origine ebraica, Phil Zimmerman, condurrà un’indagine su di loro… infiltrato fra i bianchi suprematisti.

La storia al centro di BlacKkKlansman ha dell’assurdo ed è ambientata negli USA del 1978, ma potrebbe essere stata girata nel 2018: le opinioni e le frasi pronunciate dai membri del KKK sono le stesse dette da Trump (fra cui campeggia il suo slogan America, First! ripetuto varie volte nel film) e anche la grettezza di alcuni dei protagonisti del lungometraggio.

Recensione di BlacKkKlansman di Spike Lee

Spike Lee sembra ritornato ai suoi film d’impegno e a livelli non toccati da tempo per raccontare un film che critica l’America dall’interno con una storia assurdamente vera: Ron (interpretato da John David Washington, figlio di Denzel) e Phil (Adam Driver), due agenti così diversi diventano la stessa persona. Se uno può fondere il sentimento di rivalsa delle Black Panthers e la ricerca di giustizia, l’altro non ha ancora capito bene chi è: un ebreo con la stella di David al collo, ma che non si sente legato alla religione.

Spike Lee firma un poliziesco con risvolti politici ed è semplice per lui fare un parallelismo fra l’America in mano al Ku Klux Klan e l’America di oggi, rappresentata dal collante David Duke, messo alla berlina nel film ed eretto a voce pensante alla fine del lungometraggio: BlacKkKlansman un film ispirato a fatti reali si conclude con immagini reali girate un anno fa nell’America di oggi, lontana eppure drammaticamente vicina a quella della segregazione razziale.

Foto © Universal Pictures

Prev Candele profumate autunno 2018: ecco Cashmere e Prugna e Boccioli di Arancio
Next "Sei ancora qui", Bella Thorne liceale in un film distopico

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Comment