Le bollicine per brindare, ecco i migliori vini spumanti e frizzanti

Spumanti per brindare

Le occasioni ci sono sempre tra ricorrenze condivise e feste private, compleanni, cin cin tra amici o colleghi, e ad ogni cena un saluto al dessert non può mancare, col bicchiere in mano e le classiche bollicine a spumeggiare.

Quale vino scegliere per il brindisi? La selezione è ampia, perché ormai sul mercato sono presenti prodotti di ogni tipo da spumantizzazione differente, vini frizzanti naturali e vini di tendenza ormai assestati come scelta modaiola per brindare…

I metodi di spumantizzazione: bollicine naturali o meno

Prima di tutto, è bene saperne di più sul metodo di produzione per quanto riguarda i vini spumanti e bollicine, per non scegliere senza criterio.

Uno Champagne è diverso da un prosecco frizzante, un vino con metodo Charmat non è la stessa cosa di un vino ottenuto con la spumantizzazione metodo classico. Come ben sanno gli esperti che hanno frequentato un corso sommelier, creare dei vini da brindisi significa sottoporre il mosto ad un processo di vinificazione che comprende la famosa “presa di spuma”.

Si tratta di una seconda fermentazione del vino base, una volta che è stato ottenuto dalla vinificazione delle uve a bacca bianca, generalmente da Chardonnay, Moscato e Pinot Grigio.

Il metodo di spumantizzazione può essere differente tra metodo classico Champenoise e metodo Charmat – Martinotti, più recente nella scoperta e applicazione.

Il metodo classico per gli spumanti

Ha la sua origine proprio dallo Champenoise, la regione francese dove nasce lo Champagne, vino bollicine per eccellenza. La seconda fermentazione avviene nelle bottiglie, grazie all’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati che vanno a creare il liqueur de tirage, una miscela che provoca la rifermentazione grazie all’azione dell’anidride carbonica.

La pressione che si sviluppa nella bottiglia, dà vita al sapore unico dello Champagne anche grazie al taglio iniziale del vino (cuvée) con vini di diverse annate o della stessa annata ma con la capacità di creare le migliori bollicine metodo classico. Dopo la maturazione del vino sulle fecce, il lievito andrà a rilasciare dei composti che rendono questi vini speciali e a differenti livelli di dolcezza tra demi-sec, brut, extra-brut e pas dosé (senza zuccheri).

Scegliere un vino bollicine con metodo classico è importante per brindare al meglio a seconda dei livelli di concentrazione degli zuccheri, il tenore è adeguato a pasteggiare, al brindisi augurale oppure al dessert.

È bene sapere che si deve parlare di metodo classico o metodo tradizionale, perché la la denominazione Champenoise è vietata in Europa per vini che non siano Champagne.

Gli spumanti italiani a metodo classico più celebri sono quelli del Trentino-Alto Adige come il Trento DOC, i Franciacorta, i vini dell’Emilia Romagna e dell’Oltrepò Pavese.

Il metodo Charmat

Si tratta di un metodo che per la rifermentazione utilizza le autoclavi. Non la bottiglia, quindi, ma un processo moderno e industriale, in cui i lieviti naturali si uniscono al vino all’interno di queste strutture spesso in acciaio.

La produzione avviene in tempi minori rispetto al metodo classico: 3-4 mesi per spumanti a metodo Charmat corto, oltre i 6 mesi per gli spumanti a ciclo Charmat lungo oppure spumanti Riserva.
Facile e rapida, la produzione in tempi brevi delle bollicine metodo Charmat ha creato un mercato di spumanti ottenuti in tempi brevi, ma che si difendono bene in termini di qualità come avviene per il Brachetto, il Valdobbiadene, il Prosecco di Conegliano e il Moscato d’Asti.

Ora non resta che stappare una bottiglia che avete scelto, aspettarne il raffreddamento nel secchiello.

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