Busker - Artisti di strada - Festival
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Vita da busker. Le gioie, i dolori, i festival

Busker - Artisti di strada - Festival

Sono sicuramente tra le categorie che più hanno risentito dei danni collaterali del Covid 19: il lockdown prima, e le regole sul il distanziamento sociale poi. Parliamo dei busker, gli artisti di strada, che stanno lentamente, con cautela e nel rispetto delle direttive sanitarie, tornando a popolare le piazze e a regalare l’allegria delle loro note, le loro gag, la meraviglia degli spettacoli di teatro di strada o acrobatici.

La loro arte è spontanea e democratica e ti colora la giornata. Tange all’improvviso la tua strada mentre stai tornando a casa dal lavoro o mentre passeggi nelle vie dello shopping, e ti lascia libero di scegliere se regalarti un momento di magia o proseguire per il tuo cammino. E mentre canti, ridi o applaudi insieme agli altri spettatori, che mai hai incontrato prima e che mai rivedrai, si crea una coesione che sembra catalizzare il meglio dell’essere umano.

Anche per i busker stessi il rapporto spontaneo con il pubblico non dev’essere poi così male, se artisti internazionali all’apice della propria carriera (Bruce Springsteen in primis) ogni tanto scendono in strada sotto mentite spoglie per ricevere quel calore del pubblico che prescinde dall’idolatria; o se persone non famose, ma con impieghi sicuri e ben retribuiti, li abbandonano per diventare artisti di strada.

Alcuni busker sono stanziali, e hanno praticamente il posto fisso per anni se non per decenni. I migliori riescono a raggiungere una notevole fama e di loro parlano anche le guide o gli articoli di viaggio. Quindi chi li cerca sa dove trovarli, e può includere i loro spettacoli nel proprio itinerario. Per chi viva o lavori dove si esibiscono, diventano invece persone di famiglia. Altri artisti si spostano invece di città in città o di Paese in Paese. Alcuni vivono solo di questo. Per altri è una valvola di sfogo dalla routine lavorativa.

In Italia questa attività, anche quando ci troviamo in presenza di vero talento, viene considerata spesso nell’immaginario collettivo un modo per tirare a campare in attesa di capire “cosa fare da grande”, oppure un modo per pagarsi le spese di viaggio nel caso degli artisti itineranti. In altri paesi europei i busker godono di maggior “prestigio” sociale. Per contro questi artisti “prestigiosi” a volte non brillano per gentilezza né per coerenza, pretendendo oboli e/o imponendo un tariffario come se si trattasse di spettacoli organizzati. Atteggiamento non proprio in linea con lo spirito che dovrebbe animare l’arte di strada. In Italia invece i busker (anche quelli provenienti dall’estero) non si impongono né impongono, non chiedono niente e ringraziano con cortesia per qualunque compenso si decida di lasciare.

Tra gli artisti locali abbiamo incontrato i Vogo Beat, cinque ragazzi lombardi la cui musica riesce a colonizzare le aree della città in cui si esibiscono, irradiando allegria per diverse centinaia di metri. Se volessimo inquadrarli dal punto di vista musicale potremmo definirli una brass street band.

I Vogo Beat a Milano

Francesca, unica femminuccia del gruppo, è un sax tenore, Michele e Davide rispettivamente sax contralto e baritono, Stefano è il trombettista e Gabriele il percussionista.Come busker sono un po’ sui generis, perchè lavorano o studiano tutti, e fanno anche musica da palco.

Potete spiegare qual è il richiamo che vi spinge, da qualche mese a questa parte, a uscire ogni tanto dai locali per portare la vostra musica in strada?
Molto banalmente il tutto è nato dalla voglia di provare l’esperienza di suonare per strada. Quattro di noi fanno parte di Spazio Bianco, un gruppo ska punk che suona nei locali. Ci conoscevamo comunque tutti già da precedenti studi o esperienze musicali e avevamo già la passione per un genere molto diverso da quello che ci troviamo adesso a suonare per strada. Ma la voglia di provare a fare questa nuova esperienza era comune a tutti. Si avvicinava il Natale e ci siamo detti: perché non andare a Milano e fare qualche pezzo natalizio rivisitato in chiave moderna oltre a delle cover? La nostra musica si rifà un po’ alle band americane come i “Too Many Zooz” o i “Lucky Chops”, che portano avanti questo discorso di musica da discoteca rivisitata con gli strumenti a fiato. Quando siamo scesi in strada ci ha colpito il fatto che già prima che finissimo di montare, le persone, soprattutto i bambini, si fermavano a guardare e a chiedere. Tutta la curiosità che suscitava la nostra presenza ci ha sorpresi piacevolmente. E adesso, dopo il lockdown, anche persone di una certa età, che magari non ti aspetti che possano apprezzare, ci dicono: “meno male che ci siete voi che riportate un po’di allegria alla città”. Noi tutti ci siamo avvicinati alla musica anche per questo motivo. Da noi c’erano le bande di paese che ci stuzzicavano la fantasia. Rispetto a far musica da un palco, come siamo abituati, il rapporto è completamente diverso. Intanto quando fai una serata, sei programmato e organizzato, sai quando devi suonare, vai, monti il palco, fai il sound check. Quando suoni in strada arrivi… il tempo di sistemare gli strumenti e il manifesto col logo e cominci. Lo stesso rapporto con il pubblico è molto diverso anche a livello fisico. Nei locali sei sul palco, mentre in strada sei allo stesso livello del tuo pubblico, li hai tutti intorno, senti il calore. Poi le persone che trovi nei locali sai che ti conoscono, che sono lì per te e questo ci piace. Ma il pubblico in strada lo devi conquistare, e se è lì vuol dire che ci sei riuscito. La nostra idea, anche se ancora siamo all’inizio, è di portare avanti parallelamente l’attività dei locali, con quella di strada. Ci piacerebbe andare a suonare in altre città qua intorno, e d’estate fare un tour per l’Italia suonando sul lungomare. Quest’anno poi parteciperemo all’edizione “zero” di un mini festival di busker a Cassano d’Adda e il prossimo anno a quello di Ferrara. Nei nostri programmi c’è quello di ampliare la scaletta, fare cose un po’ più difficili e magari andare in giro e partecipare ai festival. Senza disdegnare le piazze locali. Gli stessi “Too Many Zooz” che citavamo prima, o i “Lucky Chops” che abbiamo visto l’anno scorso al “Serraglio”,che adesso sono, anche a livello tecnico, dei grandi professionisti, hanno iniziato suonando nella metro.

Qualche giorno prima della vostra esibizione, nello stesso punto cantava una ragazza molto brava, con una voce da Aretha Franklin ma nessuno si fermava. Sul fronte opposto ci sono persone con doti canore non eccezionali, ma in grado di radunare intorno a sé una vera folla. Cosa determina il successo di un artista di strada? La bravura, il carisma o altro?
Ci sono diversi fattori: intanto forse il fatto di essere lì da sola la penalizzava, mentre magari quando vedono noi, cinque ragazzi con gli strumenti luccicanti, la gente si ferma incuriosita. Altra cosa è la popolarità dei brani che suoni. Noi stessi facciamo cover di brani dance che, bene o male, tutti conoscono. E se fai brani molto popolari la gente si ferma più facilmente. La qualità molto spesso viene capita e apprezzata solo dagli addetti ai lavori, ma se fai musica in strada devi trovare dei pezzi più coinvolgenti anche per chi non ha tanta cultura musicale. Nel nostro caso, secondo noi è un mix di elementi: oltre alla popolarità dei brani c’è anche il modo in cui lo proponiamo, molto ritmato. A questo aggiungi che a Milano, o in Italia in generale, pochi gruppi in strada fanno questo genere e risultiamo più originali di altri. Poi la nostra è una musica che senti da lontano e che magari ti spinge ad andare a vedere cosa succede. Invece quello che lavora in una situazione un po’ più intima, magari riesce ad attirare meno pubblico. C’entra poi anche il posto dove ti esibisci, l’acustica, il passaggio di persone. E anche come allestisci la location. Noi stessi, da quando abbiamo messo il manifesto, abbiamo anche molta più gente che ci segue sui social.

Tra gli artisti che si sono improvvisati busker in incognito, c’è stato anche Biagio Antonacci. Nel ‘93 suonò alla Stazione Centrale di Milano, rischiando di essere allontanato dai Carabinieri che non l’avevano riconosciuto, per protestare contro la proibizione in Italia di esibirsi in strada. Da allora le cose sono un po’ cambiate. Milano è considerata oggi la città d’Italia più busker friendly, e la terza miglior città al mondo. Crediamo però che la burocrazia sia ancora uno scoglio contro cui deve infrangersi l’arte dei busker, almeno in Italia, soprattutto per il fatto di non avere una politica unitaria in merito, ma delle leggi regionali, a cui si aggiungono delle ordinanze comunali e così via..
Da una parte è anche giusto mettere un minimo di paletti, segnare un confine tra quelli che sono gli artisti di strada e il ragazzo che per un giorno ha voglia di mettersi lì, anche solo a far versacci. Poi c’è anche il discorso del disturbo che potresti provocare al vicinato, che è giusto evitare. Però è anche vero che troppa burocrazia ti frena un po’. Anche da parte nostra la voglia di andare a suonare in altre città c’è, ma prima devi capire come funziona in quella particolare città. Insomma queste regole, tutte diverse, un po’ ti bloccano. Per quanto riguarda Milano, non abbiamo avuto grosse difficoltà con la burocrazia: una volta che hai compilato i documenti necessari poi va abbastanza liscia. Tra l’altro non si paga niente per l’occupazione di suolo pubblico. L’unica cosa negativa è che non puoi prenotare uno spazio per lo show successivo, finché non si è svolta l’esibizione per cui hai prenotato. Così rischi di non trovare un altro spazio carino. Questo può essere penalizzante soprattutto per chi arriva da altre città o dall’estero. Magari pensa di venire a Milano e fare una settimana di spettacoli prenotando contemporaneamente per tutti i giorni e invece non può.

In base alla vostra esperienza, un artista di strada che non sia proprio uno strazio, riesce a sopravvivere soltanto di questo lavoro?
La nostra esperienza è troppo breve per poterlo dire. Certamente non in questo periodo con la contrazione del turismo che il Covid ha determinato. In condizioni normali non saprei. Diciamo che si può sicuramente arrotondare bene. Poi, come dicevamo prima, dipende da molte variabili: cosa proponi, come lo proponi e come ti proponi. Noi riusciamo sempre a coprire le spese e quindi ci paghiamo quello che è il nostro divertimento, la passione. Se poi la serata va bene qualche soldino riesci anche a portartelo a casa. Secondo me la differenza la fa il turismo, che al momento manca. Il turista è in viaggio e magari è più generoso, mentre quello che lavora lì, che passa tutti i giorni non ti considera più una novità. Sicuramente bisognerebbe cambiare città o piazza in continuazione per riuscire a farlo. Allo stato attuale non sappiamo se sia possibile sopravvivere di questo, però la nostra esperienza pre-Covid non è abbastanza lunga per poterlo dire. Forse qualcuno ci campa, ma sono in pochi. Poi speriamo di trovarci tra qualche anno e poter dire “Ci sbagliavamo”.

Da parte nostra raccomandiamo di dare sempre a questi artisti quello che le nostre tasche ci consentono. Alle volte capita magari di avere così pochi spicci che ci sembra quasi un insulto per l’artista lasciarli nel “cappello”. Consideriamo però, che innanzi tutto stimoliamo l’effetto emulazione (a volte basta anche il semplice gesto di cercare per spingere altri a decidere di lasciare qualcosa); poi, qualunque sia la somma, è una forma di apprezzamento del lavoro dell’artista. E a chi non piace sentirsi apprezzato? Infine ricordiamoci sempre quello che diceva Totò: è la somma che fa il totale. E per chi vive solo di questo, una moneta (unita alle altre) la differenza la fa, eccome.

I principali festival di busker in Italia e all’estero

Ormai sono tantissimi sia in Italia che all’estero. Colorati, chiassosi, quasi sempre ambientati in splendide città che fanno da fondale, ti entrano nell’anima. Purtroppo quest’anno, le norme di distanziamento, hanno portato gli organizzatori di molti festival a decidere di rimandare l’evento a tempi migliori oppure a organizzare un’edizione digitale: praticamente l’antitesi di quello che dovrebbe essere l’arte di strada, la cui caratteristica principale è la vicinanza fisica tra pubblico e artista. Per chi volesse però cominciare a programmare un viaggio per quando i tempi migliori arriveranno, oppure seguire i pochi festival che quest’anno sfideranno la sorte, vi indichiamo tutti gli appuntamenti più importanti in Italia e all’estero. Sotto a ognuno degli appuntamenti è aggiunta una sintesi di informazioni riferite allo svolgimento in condizioni normali.

Ferrara Buskers Festival (quest’anno dal 26 al 30 agosto)

Ferrara Buskers Media

Ferrara Buskers Media

È senz’altro il più importante in Italia e tra i più importanti a livello mondiale. Si tratta del primo festival in Europa dedicato ai musicisti di strada. La prima edizione data 1988. Un paradosso se si pensa che in quell’anno la normativa vigente in Italia era ancora quella del 1931 che impediva l’esibizione in strada a chi non fosse iscritto nel Comune di residenza e dotato di apposito lasciapassare.

L’ingresso normalmente è a offerta libera. Si possono ascoltare in tutte le strade e piazzette un centinaio di spettacoli al giorno, di artisti autoctoni e internazionali. In una delle prime edizioni lo stesso Lucio Dalla si è improvvisato busker suonando il clarinetto per strada.

La buona notizia è che anche quest’anno il festival si farà, anche se in versione Limited Edition. Ad essere limitata sarà la durata (dal 26 al 30 agosto contro gli undici giorni abituali), oltre al numero e alla provenienza degli artisti partecipanti. Si esibiranno solo busker e band europee (con componenti internazionali), mentre, nel corso dell’ultima serata, gli artisti d’Oltreoceano saranno presenti in streaming sui social che seguono l’evento. Il 25 si terrà una anteprima in laguna, precisamente a Comacchio, e seguirà le stesse disposizioni sanitarie stabilite per l’evento. Infatti le norme anti-covid limitano a mille il numero di partecipanti ad un concerto. Quindi le presenze saranno contingentate, gli eventi prenotabili, e si svolgeranno in location storiche che meglio permettono di mantenere il distanziamento richiesto.
Genere artistico: solo musica ● Location: Ferrara ● Durata: 11 giorni ● Periodo: seconda metà di Agosto

Gallura Buskers Festival (quest’anno dal 28 al 30 agosto)

Questo festival giunto all’ottava edizione, si svolge a Santa Teresa di Gallura, normalmente in un periodo che coincide all’incirca con la terza settimana di luglio. Partecipa un manipolo molto eterogeneo di artisti, con una particolare predilezione per numeri circensi e di teatro di strada. L’ingresso è libero.
Quest’anno la manifestazione, spostata alla fine di agosto, si terrà nonostante le restrizioni, ma durerà tre giorni, contro i consueti cinque.
Genere artisti: miscellanea con prevalenza di numeri circensi, acrobatici, giocoleria e teatro di strada ● Location: Santa Teresa di Gallura ● Durata: 5 giorni ● Periodo: seconda meta di luglio

Artisti in Piazza (quest’anno dal 10 luglio al 20 agosto)

Pennabilli, cittadina del Montefeltro amata da Tonino Guerra che qui ha creato l’Orto dei Frutti Dimenticati, è teatro di un altro festival internazionale dedicato agli artisti di strada dal lontano 1997. Solitamente si svolge a metà giugno. Quattro giorni di esibizioni e mercatini che riempiono le vie di Pennabilli in venti punti spettacolo, dal pomeriggio a notte inoltrata; quattro giorni in cui si possono apprezzare show di musica e teatro, numeri di giocoleria e circensi di oltre 50 compagnie italiche e internazionali. Vengono organizzate anche escursioni al Museo Naturalistico del Sasso Simone e Simoncello.

Quest’anno il programma di spettacoli ha subito diverse variazioni con pochi spettacoli spalmati prevalentemente nei fine settimana per un periodo che va dal 10 luglio al 20 agosto.
Genere artisitico: miscellanea ● Location: Pennabilli (RN) ● Durata: 4 giorni ● Periodo: intorno a metà giugno

Ibla Buskers (quest’anno in ottobre – data da definirsi)

Altra cornice stupenda per un festival dell’arte di strada. Per chi volesse visitare fuori stagione le location del Commissario Montalbano, questo festival si svolge nel quartiere più antico di Ragusa anche se quest’anno, a causa delle restrizioni covid, si terrà in una versione decisamente inedita che abbraccerà il quartiere del centro storico di Ragusa superiore.

È il festival a cui spetta il rito di chiusura dei tantissimi festival internazionali dedicati agli artisti di strada. Per questo, visto che il clima siciliano lo permette, si svolge in autunno, solitamente la prima settimana di ottobre. Non è però raro che subisca delle variazioni di programma e venga posticipato (di solito alla settimana successiva). Quindi se pianificate un viaggio nel ragusano che includa la partecipazione al festival, vi consigliamo di consultare il sito o i social dell’evento un po’ in anticipo. Il festival si propone di esaltare al massimo la spettacolarità dei capolavori barocchi iblei miscelati a quella delle esibizioni. Per questo, pur essendo, il genere degli artisti che partecipano, molto eterogeneo, c’è una prevalenza di numeri particolarmente scenografici come quelli circensi, di giocoleria, acrobazie, teatro di strada e danza, che sullo sfondo della città barocca regalano emozioni all’ennesima potenza durante i giorni della festa. Il primo giorno si inizia con una sorta di parata, che vede delle pillole di esibizione di tutti i partecipanti. Nei giorni successivi invece, ogni artista o gruppo si alternerà nelle diverse piazze con lo spettacolo vero e proprio.

Il festival ha un tema portante: l’idea affettiva. Spendiamo due parole sul suo significato: Ibla si rifiuta di essere solo il contenitore in cui si esibiscono gli artisti, ma vuole essere parte integrante dello spettacolo. L’idea affettiva mira a portare alla scoperta dei luoghi più importanti nel passato della città, anche quelli ormai scomparsi, con escursioni, conferenze e visite guidate. Il tema dell’idea affettiva cambia ogni anno ma è il punto focale intorno a cui si celebra la festa.

Cosa succederà quest’anno? Un forzato cambio di location ma la stessa atmosfera di stupore e divertimento. Vi invitiamo quindi a seguire sito e social dedicati al festival.
Genere artistico: miscellanea con prevalenza di circensi, giocolieri, acrobati e teatro di strada ● Location: Ragusa ● Durata: 4 giorni ● Svolgimento: prima settimana di ottobre (può subire variazioni)

Di strada in strada (quest’anno dal 12 al 16 agosto)

Anche questo è un festival longevo. Arrivato alla XXIX edizione, si svolge tra il paesino di Santa Sofia e le sue frazioni di Corniolo e Spinello, sull’appennino tosco-emiliano al confine tra le due regioni. Garanzia di full immersion in mezzo a natura, buon cibo e arte. Tanti numeri di arti performative: circensi, acrobati, equilibristi, teatro e musica, per cinque giorni animano la vita della cittadina.
A parte l’applicazione delle norme anti Covid, anche per quest’anno il festival non intende recedere da quella che è l’abituale programmazione che si svolge normalmente tra l’11 e il 15 agosto, ma che nel 2020 è slittata avanti di un giorno per far coincidere la chiusura del festival con la domenica.
Genere artistico: miscellanea con prevalenza di arti circensi, acrobazie, giocoleria e teatro di strada ● Location: Santa Sofia (FC) ● Durata: 5 giorni ● Svolgimento: dall’11 al 15 agosto

Lugano Buskers Festival (cancellato per il 2020)

Ebbene sì: semel in anno, anche gli inappuntabili svizzeri hanno il loro momento di anarchia (cosa c’è di più anarchico dell’arte di strada?). Ogni anno, intorno alla metà di luglio (le date variano a seconda del wekend) si riversano per le strade, le piazze di Lugano, sul suo lungolago e nel parco Ciani, musicisti, teatranti, acrobati, comici di strada e performer di vario genere. Un centinaio di artisti, locali e internazionali danno vita a 200 spettacoli en plein air. L’ingresso è a offerta libera.

Quest’anno, la XXII edizione già programmata tra il 15 e il 19 luglio è stato cancellata causa pandemia, con l’appuntamento al 2021 (si spera).
Genere artistico: miscellanea con prevalenza di musicisti, teatranti di strada e comici Location: Lugano (CH) Durata: 5 giorni Svolgimento: intorno alla terza settimana di luglio

Berlino Lacht Festival (cancellato per il 2020)

Tutto l’anno Berlino è the place to be per chiunque voglia definirsi un artista di strada internazionale. I busker coprono tutte le superfici pubbliche disponibili, pur avendo alcune location d’elezione: Mauerpark, Alexanderplatz, Maybachfer, Hackescher Markt sono quelle dove il mattino c’è la fila per prenotarsi un posto per l’esibizione del pomeriggio. Niente di strano, quindi, che il Berlin Lacht sia un festival di tale portata. Normalmente dura circa un mese (la durata di questi festival a volte dipende dal numero di aspiranti partecipanti tendendo ad aumentare nel tempo) tra luglio e agosto. Se l’edizione 2020 è saltata, è già pronto il programma per l’edizione 2021 che prevede una durata superiore a due mesi, da fine Giugno a fine Agosto. Gli artisti appartengono ai generi più disparati: teatranti, circensi, acrobati, giocolieri, musicisti.
Genere artistico: miscellanea ● Location: Berlino (D) ● Durata: un mese circa ● Svolgimento: tra luglio e Agosto (prevista durata di due mesi per il 2021)

Festival Internazionale delle arti di strada di Chassepierre (cancellato per il 2020)

Molto parco nella durata, è uno dei più antichi festival dedicati ai busker. E’giunto infatti alla XLVII edizione. Si svolge nella cittadina durante il penultimo weekend di agosto.
Al festival partecipano una cinquantina di artisti singoli e compagnie: musicisti, acrobati, giocolieri, danzatori e teatranti.
L’edizione 2020 è stata annullata. Al suo posto è previsto un “programma di (re)azione culturale” nei giorni 8-15 e 22 agosto con ingresso gratuito. Eventi in cartellone: lettura di poesie, proiezione di un film, funamboli e circensi.
Genere artistico: miscellanea ● Location: Chassepierre (B) ● Durata: 2 giorni ● Svolgimento: penultimo weekend di Agosto

Edimburgh Fringe Festival (in edizione digitale per il 2020)

Chiudiamo con il più grande e antico festival delle arti performative, nato nell’immediato dopoguerra. Può essere considerato “il Fuorisalone” del Festival Internazionale di Edimburgo: nato infatti quasi per caso, come palcoscenico alternativo per le compagnie escluse dalla manifestazione principale, in breve tempo l’ha surclassata. Le performance sono rappresentate soprattutto da commedia e teatro, ma anche da danza, musica, musical, arti circensi. Molti spettacoli sono “indoor” in location ufficiali o improvvisate, come case private, negozi. Ma il numero sempre crescente di partecipanti, ha nel tempo esteso il palcoscenico anche alla strada. L’evento si svolge nel mese di agosto e dura quasi un mese. Richiama un numero di spettatori e artisti da tutto il mondo che pare quasi il montepremi dell’EuroMillions. Durante il festival sono le compagnie stesse a procacciare i clienti per i propri spettacoli sulle strade, in particolare High Street, e la lotta per stupire e catturare lo spettatore è senza esclusione di colpi. Già dagli albori del festival è stato possibile, a prezzo ridotto, avere dei “trailer” degli spettacoli grazie al Fringe Club, sostituito oggi dal Fringe Sunday, che contrariamente a quello che suggerisce il nome, si svolge ormai tutti i giorni del festival nella zona pedonale di High Street.

Quest’anno le strade e le location battute da artisti e spettatori, rimarranno vuote. Ci saranno delle performance in streaming abbinate a un crowfunding il cui ricavato sarà destinato agli artisti, e sarà volto a recuperare parte del mancato guadagno. Non sono mica scozzesi per niente!
Genere artistico: commedia, teatro, danza, musica e musical ● Location: Edimburgo (UK)●
Durata: un mese circa ● Svolgimento: quasi tutto il mese di agosto

Foto © Federica Vero per Ibla Buskers

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