Cordone ombelicale: caratteristiche e potenzialità

Che cos’è il cordone ombelicale e come conservare le cellule staminali.

Conservazione cordone ombelicale cellule staminali

Il cordone ombelicale è un organo importantissimo sia in gravidanza per nutrire il bambino, sia dopo il parto, poiché contiene cellule staminali utili per il trattamento di numerose patologie. Il sangue del cordone ombelicale viene prelevato in modo sicuro e indolore per la mamma e il bambino al momento della nascita, ed è già oggi un importante strumento terapeutico utilizzato in migliaia di trapianti in tutto il mondo. Vediamo nel dettaglio cos’è il cordone ombelicale e perché conservare le cellule staminali.

Caratteristiche del cordone ombelicale

Si parla spesso di conservazione cordone ombelicale, ma prima di tutto è bene sapere quali sono le sue caratteristiche. Il cordone ombelicale è un organo che permette uno scambio di nutrienti tra gestante e feto per tutta la gravidanza. Ha un colore madreperlato, una lunghezza media di 50 cm e uno spessore di circa 2 cm.
Il cordone collega la placenta al feto e per questo il sangue che lo attraversa, oltre ad essere chiamato “sangue del cordone ombelicale” viene chiamato “sangue placentare”. Il cordone è formato da una vena ombelicale che porta nutrienti e sangue ossigenato al feto e due arterie che trasportano in direzione inversa, ovvero dal feto alla placenta, sangue ricco di anidride carbonica e cataboliti (prodotti di scarto che derivano dalla demolizione di proteine e aminoacidi).
La vena e le due arterie sono racchiuse dal tessuto connettivo mucoso chiamato gelatina di Wharton.
Il sangue della mamma è diverso da quello del bambino e i due circoli sanguigni vengono separati dalla placenta, che deve permettere lo scambio di ossigeno, sostanze nutritive e sostanze di scarto dovute al metabolismo del bambino.

Il momento del parto e il taglio del cordone ombelicale

Il momento che noi chiamiamo “taglio del cordone”, in cui avviene la chiusura delle arterie e della vena ombelicale, è in realtà chiamato “cessazione del circolo ombelicale” e si tratta di un evento graduale, con tempistiche soggettive a seconda del bambino.
Solitamente sono necessari dai tre ai quindici minuti, ma può capitare che si debba aspettare di più.
All’interno del cordone ombelicale sono presenti, inoltre, tra i sessanta e gli ottanta centimetri cubici di sangue ricco di cellule staminali chiamate “staminali cordonali”. Grazie alla conservazione del sangue del cordone ombelicale, queste cellule possono essere conservate per anni e utilizzate a scopo terapeutico.

Conservazione cordone ombelicale: donazione pubblica e conservazione privata

La conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale può essere privata o pubblica. Nel primo caso le staminali vengono conservate in una banca situata all’estero e sono di proprietà del donatore e dei suoi familiari. Nel secondo caso il sangue raccolto viene conservato in una banca pubblica e le cellule messe a disposizione della collettività.
Le cellule staminali vengono a oggi utilizzate nel trattamento di oltre ottanta malattie come leucemie, linfomi e altre patologie (cfr. nota 1).
Grazie ai grandi passi avanti della ricerca scientifica esistono moltissimi studi clinici in corso per verificare l’utilità delle cellule staminali del cordone ombelicale per il trattamento di alcune malattie senza cura, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer e il diabete. A oggi sono oltre 35.000 (cfr. nota 2) i trapianti di cellule staminali avvenuti in tutto il mondo, che hanno portato i pazienti sottoposti a questi trattamenti a un miglioramento delle loro condizioni di salute.

Per ulteriori informazioni su conservazione cellule staminali: www.sorgente.com

Note
1. Decreto Ministeriale 18 Novembre 2009
2. New York Blood Center’s National Cord Blood Program

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