Creme solari: dubbi sulla tossicità di alcuni schermi

Le nano-particelle di ossido e biossido di zinco potrebbero penetrare nell’organismo.


È opinione unanime tra i dermatologi che le creme solari sono indispensabili per proteggere la pelle dai raggi UV e prevenire in questo modo l’insorgere di tumori dell’epidermide oltre che limitare le rughe. Tuttavia, da una review delle più recenti indagini su questo tema condotta presso l’Università tedesca di Wuerzburg, è emerso che alcune nano-particelle contenute negli schermi solari potrebbero essere dannose.

In particolare, sono il biossido e l’ossido di zinco di taglio nanometrico (inferiore ai 100 nanometri) a essere i principali imputati. Questi ingredienti sono stati ridotti in quanto a grandezza in modo da avere schermi altamente protettivi ma trasparenti sulla pelle, però queste nano-particelle, essendo così piccole, potrebbero penetrare nei tessuti attraverso i cheratinociti della pelle e arrivare così anche agli altri organi e tessuti.

In effetti, rispetto al passato, le creme di oggi sono molto meno pastose e biancastre, ma questo potrebbe non essere un fattore positivo. Non ci sono ancora ricerche sull’uomo che diano la certezza che le nano-particelle, che vanno dai 200 agli 8 nanometri di diametro, non penetrino nell’organismo e dunque la loro sicurezza non è ancora garantita, anche se tutti i produttori di creme solari si affrettano a dire che i loro clienti non corrono alcun rischio perché l’uso degli ingredienti sotto accusa di recente è stato regolato con norme valide a livello europeo e mondiale, con limiti precisi di concentrazioni di uso e indicazioni sulle modalità di utilizzo, in modo che i consumatori li applichino nella massima sicurezza.

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