Dunkirk, Christopher Nolan va alla guerra. Trailer e recensione

Recensione Dunkirk

Dunkirk è un film di guerra, ma per quasi tutta la durata del film di Christopher Nolan non si vedono sangue e soldati tedeschi. Perché Dunkirk è un film di guerra diverso, il regista di Interstellar porta sullo schermo la storia del miracolo di Dunkirk, o all’italiana e alla francese Dunkerque: l’evacuazione di 400mila soldati inglesi rimasti bloccati dall’altro lato della Manica che coinvolse un intero Paese.

Nolan in Dunkirk racconta questa straordinaria operazione e nel film vediamo i colori, i volti, sentiamo i rumori e, seppur sembra assurdo, riusciamo anche a intuirne gli odori. Aria, acqua e terra i tre elementi prendono vita nel film: l’aria con l’operazione degli Spitfire della RAF, le acque della Manica dove si trovano le navi della Marina britannica, attaccate dai nazisti e le imbarcazioni dei civili pronte a correre ogni rischio per salvare i soldati di sua Maestà, e la terra è quella del molo e delle spiagge della costa francese.

Elementi che diventano colori sul grande schermo: il grigio dei cieli, il blu delle acque e il marrone delle spiagge francesi. Nolan va però oltre e riesce a far vivere la battaglia a tutti livelli sensoriali: riusciamo a “sentire” l’odore di benzina che infiamma le acque, sentiamo il fuoco, il fumo. Tutto prende vita in questo film di guerra.

Nolan in Dunkirk punta moltissimo sui rumori, che dal punto di vista acustico contribuiscono ad aggiungere realismo a un film già profondamente realista. È stato girato nei luoghi dell’Operazione Dynamo. Tom Hardy – e il suo collega di reparto Jack Lowden – sono veramente saliti su degli Spitfire. Nolan per farlo è ricorso il meno possibile agli effetti digitali e alla computer grafica e il risultato è evidente. Anche la musica la fa da protagonista, ottimamente realizzata da Hans Zimmer. Le note del compositore si uniscono perfettamente ai rumori di aerei, navi e armi.

Il pubblico, guardando il film, è come se lottasse per sopravvivere con i soldati inglesi intrappolati dall’altra parte della Manica, così lontana eppure così vicina. Si sente intrappolato sulla spiaggia, combatte le onde e il fuoco nemico in barca ed è come se fosse lì a riportare a casa i soldati inglesi.

Gli attori scelti per compiere l’impresa sono all’altezza del film: Tom Hardy è Farrier il pilota più esperto a bordo dello Spitfire; Cillian Murphy è il soldato tremante che fa di tutto per non ritornare all’inferno di Dunkirk e viene salvato da una piccola barca partita dalla costa inglese e, la Moonstone, guidata dal sempre immenso Mark Rilance, poi troviamo il premio Oscar Kenneth Branagh, che è il comandante della Marina; James D’Arcy, il colonnello Winnant, Aneurin Barnard e Harry Styles, sì proprio l’ex One Direction, completano il cast.

Nolan ha però affidato il ruolo di protagonista al quasi sconosciuto Fionn Whitehead, attraverso i suoi occhi vediamo il lungo e travagliato ritorno a casa dei 400mila soldati inglesi. Una storia di speranza per raccontare tutta l’insensatezza della guerra. Un equilibrio pazzesco di elementi, una tavolozza di diversi colori e sensazioni che fanno di questo film un assoluto capolavoro e che portano Nolan a riscrivere un genere. Da non perdere!

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