FAB Milano: Grazia Gamberoni, Oscar Colli e la rivoluzione silenziosa nell’editoria italiana

FAB Architectural Bureau Milano ha inaugurato il programma di eventi “Le One Night di FAB”.

Esterno del FAB Milano in via Solferino 40

La scorsa settimana si è tenuto il primo appuntamento del ciclo di incontri Le One Night di FAB, progetto curato dal direttore creativo di FAB Architectural Bureau Milano, Paolo Schianchi.
Grazia Gamberoni e Oscar Colli hanno raccontato, sotto forma di una intervista informale e simpatica, la storia della rivista di settore Il Bagno Oggi e Domani, ripercorrendo le difficoltà dei primi anni, le scelte editoriali, il rapporto con le aziende e le evoluzioni di questo progetto che loro hanno continuato a portare avanti seguendo sempre il mercato.

Sono stati molto coraggiosi in anni particolari come i ’70 e ’80 in cui il bagno era ancora un argomento di nicchia che stava cominciando ad assumere la sua importanza nelle case con l’avvento del design e con un’attenzione maggiore, ma su cui c’era sempre una certa “pruderie”. Basti pensare che solo ai tempi dei nostri nonni il bagno era una realtà completamente diversa e non era un ambiente valorizzato come lo è ora.

Il progetto della rivista si è rivelato coraggioso anche dal punto di vista della grafica. Negli anni ’70 mettere una donna nuda seppur dietro un vetro satinato in copertina non era da poco.
Durante l’evento, Gamberoni e Colli hanno raccontato come sono cambiate le aziende dagli anni ’70 ad oggi, ricordando il ruolo del Club Amici del Bagno, che nacque nel 1973 con finalità culturali, ma seguendo un’idea commerciale. Nel club entrarono una trentina di aziende del bagno, note anche a livello internazionale, che si ritrovarono ad avere un obiettivo comune: quello di farsi conoscere non più solo ai tecnici, ma anche ai progettisti.

Le aziende prima erano individualiste, poi grazie al Club Amici del Bagno si è diffusa l’idea di fare rete e di esportare all’estero un prodotto finito. Sono nate così le prime microconvention internazionali in cui le aziende potevano far conoscere i propri cataloghi e cominciare a fare export. Poi è arrivato design Made in Italy che ha potuto competere con design Made in Germany che l’aveva sempre fatta da padrone.

Oscar Colli ha sottolineato come la rivista vuole stare al passo con i tempi: non frena i nuovi media, anzi li osserva e li sfrutta per comunicare così come “la globalizzazione che va affrontata con le scarpe giuste”.

L’incontro si è chiuso con un la domanda, questa volta dal pubblico: “Com’è il bagno di casa vostra?” Gamberoni e Colli si sono prestati a rispondere con piacevole autoironia, descrivendo le caratteristiche dei rispettivi bagni.

Insomma in mezzo alla storia editoriale di una rivista nel suo piccolo rivoluzionaria per il settore bagno, non sono mancati chiacchiere, aneddoti e curiosità.

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