Fuorisalone: la dura settimana del freeloader

Imbucarsi agli eventi e scoccare cocktail e stuzzichini è una vera e propria arte…

Fuorisalone 2017 Milano - Imbucati agli eventi

Chi non ricorda Alessandro Siani ne Il principe abusivo, organizzato scientificamente per presenziare a vernissage, inaugurazioni e a qualsiasi evento che fornisse l’occasione di bere e abbuffarsi a volontà? Sicuramente abbiamo pensato che il regista avesse calcato un po’ la mano aggiungendo una nota di colore napoletano… e invece no. Perché anche nella capitale padana, un manipolo di benestanti personaggi, più voraci di una colonia di tarme su una maglia di cashmere, sta pianificando in questi giorni una strategia di attacco a quella che è la Disneyworld degli eventi del panorama milanese: il Fuorisalone. E a differenza del nostro protagonista partenopeo, definito volgarmente “scroccone”, questi personaggi, hanno un nome degno di una città cosmopolita: freeloader.
Presenziare a centinaia di eventi che offrono cocktail e pappatorie varie, soprattutto se concentrati nel giorno dell’apertura e ubicati ai quattro punti cardinali della città, non è cosa semplice. Richiede metodo, fatica e sudore. Per capire come ciò sia possibile, abbiamo documentato la vita di uno di questi soggetti: dalla progettazione della tattica di un Risiko che ha come obiettivo quello di piazzare almeno un carrarmato su ogni buffet meneghino, fino al momento in cui cala il sipario sulla kermesse.

I ferri del mestiere

Fuorisalone 2017 - Tattica del freeloader

Per sfruttare tutte le potenzialità del Fuorisalone, sono necessari:

Uno smartphone. E il nostro freeloader, benché in età non più verde, ce l’ha. Parigi val bene una messa.
Lo smartphone è necessario per scaricare la app Fuorisalone.it in fase preparatoria. Vantaggi della app: è disponibile con molti giorni di anticipo sull’inizio della kermesse e riporta gli eventi divisi per zona con relativa geolocalizzazione, così da poter iniziare a studiare un percorso razionale e ottimizzare il tempo. Svantaggi: viene aggiornata soltanto man mano che gli eventi vengono inseriti dagli espositori e non è sempre facile capire quali cocktail sono a invito. Ma il nostro freeloader hImbucarsi agli eventi del Fuorisalone 2017 a Milanoa un piano B per queste eventualità.

La guida cartacea di Interni al Fuorisalone. Questa guida evidenzia in modo chiaro e immediato la presenza di eventi con cocktail, per ogni giorno dell’esposizione. Svantaggi: i cocktail party non sono divisi per zone e la guida è disponibile soltanto alla vigilia dell’evento.

Una tessera ATM o un biglietto giornaliero per poter correre da un capo all’altro della città senza rovinarsi.

Abiti eleganti e un outfit di ricambio. In seguito vedremo il perché.

Una borsa capiente anche se il nostro freeloader non è interessato al design in mostra, e ancora meno a depliant e cataloghi. Anche qui capiremo in seguito il perché della borsa.

– E per ultimo, ça va sans dire, un paio di scarpe comode.

La pianificazione strategica

Fuorisalone cerca eventi

La prima cosa da fare è preparare per tempo uno schema cartaceo per ogni giorno della settimana perché ormai, lo hanno capito anche diversi espositori, per richiamare il maggior numero di mosche, meglio offrire il miele nei giorni con meno concorrenza.
Lo schema va diviso in settori, uno per ogni distretto.
Il passo successivo è scaricare la app Fuorisalone.it.
A questo punto usando le parole chiave “cocktail”, “aperitivo” e “food” (l’inglese non è importante, ma lo stretto indispensabile per queste occasioni è bene conoscerlo) e il tool Agenda personale, si fa una prima scrematura degli eventi che veramente meritano. Onestamente non si capisce perché si ostinino a chiamare “eventi” anche quelli che non offrono nemmeno un salatino!
Dato che la app è dotata anche di mappa, senza dover ricorrere al vecchio Tuttocittà, una volta selezionati gli eventi, il freeloader inizia ad aprire quelli col “cuoricino scuro”, e geolocalizzandoli li trasferisce nei diversi settori dello schema cartaceo, assegnando una stella a quelli con aperitivo semplice non meglio specificato, due a quelli col cocktail speciale, e tre a quelli con cocktail e cibo. Sarà poi la concentrazione e il numero delle stelle a far pendere la bilancia verso il distretto da cui sferrare l’attacco.
Durante il countdown, man mano che gli eventi vengono inseriti, gli schemi vengono aggiornati fino a quando anche la Cita, la Kamchatka e la Jacuzia saranno ormai coperte. Sarà poi una sine cura, quando finalmente uscirà la guida cartacea, integrare gli schemi con ulteriori informazioni.
Non resta che un’unica cosa da fare: cercare il nome di grossi studi di architettura.

La tattica

Fuorisalone 2017 Milano - Imbucarsi agli eventi

La tattica del freeloader per poter sfruttare tutti i buffet, è mutuata direttamente dal grande Giulio Cesare: veni, vidi, vici, dove “vidi” non si riferisce agli oggetti in mostra, ma alla porta da cui esce l’addetto al catering, in modo da poter sferrare subito l’attacco e ripartire verso nuovi lidi da conquistare. Più veloce è la copertura totale di un distretto, prima si potrà correre a quello successivo col più alto numero di stelle.

A volte la vita, si sa, impone delle scelte dolorose: quantità o qualità? Meglio, cioè, un distretto con tanti insulsi calici di prosecco, oppure uno con poche ma selezionate offerte di finger food e nouvelle cuisine normalmente inavvicinabili? Per fortuna la misericordia di alcuni espositori soccorre il povero freeloader, con cocktail e buffet spalmati su tutta la durata della manifestazione, così da permettergli di lasciare a domani quello che non può fare oggi.

Un altro problema che si pone, soprattutto in fase di apertura, sono gli eventi a invito. E se sono riservati a un pubblico selezionato, c’è da giurare che offrano proposte succulente. Come imbucarsi tra tutto questo ben di Dio? Il freeloader, come si diceva, ha un piano per queste incresciose circostanze: innanzitutto in fase pretattica, ha stilato un elenco di grandi studi di architettura, solitamente destinatari di inviti. Arrivando molto presto, quando si presume che i grandi architetti ancora stiano lavorando e non si siano presentati alla serata, basta dare il nome di uno studio per essere ammessi nel gotha dei pappatori a cinque stelle. In ogni caso il freeloader viaggia sempre con un porta-badge appeso al collo. Di solito contiene il tesserino dell’ATM o altro analogo che, unito all’abito elegante di cui si diceva in apertura, complice la calca e la stanchezza dei buttadentro, lo rendono credibile per essere accreditato come uno del settore.

Bisogna dire che non sempre il piano riesce, ma il freeloader, da bravo milanese, è fedele al vecchio detto “se la va l’ha ga i gamb”. Quindi meglio in ogni caso tentare.
Una volta spiegata l’utilità del look elegante, passiamo a chiarire il mistero dell’abito di ricambio. Dovete sapere che un gestore di telefonia mobile, che guarda caso è proprio quello del nostro soggetto di studio, in occasione di qualche Fuorisalone ha mandato un sms ai propri clienti con l’invito a un cocktail, unico e non ripetibile, presso un noto bar in zona movida. Ora, mentre l’invito cartaceo viene ritirato, lo stesso non può essere fatto con l’sms. Per questo il nostro amico, dopo essersi deliziato col primo cocktail, è tornato a casa, e con un altro outfit (ma con lo stesso sms) si è ripresentato per un secondo aperitivo.

Ma il cambio d’abito non esaurisce qui la sua funzione, perché non dobbiamo dimenticarci che durante il Fuorisalone vengono distribuiti tanti bei gadget e omaggi in strada. La Gardaland dei gadget è senza dubbio il Brera Design District, in particolare le isole pedonali di Corso Garibaldi, Largo la Foppa e Corso Como. Che si tratti di brodo pronto o di assorbenti femminili, l’importante è accaparrarsene quanti più possibile. E qui entra in gioco la borsa capiente di cui abbiamo parlato all’inizio, insieme al cambio di abito già sfruttato per bissare i cocktail a invito. Se non compromette la partecipazione a buffet interessanti, il freeloader, dopo aver fatto il giro delle hostess per ritirare quanti più omaggi possibile, va a cambiarsi d’abito per poter ripetere la sua questua evitando di essere riconosciuto.

La sera del 9 aprile, quando tutti gli espositori avranno infine tirato giù la claire, il nostro freeloader potrà fare il proprio personale bilancio della manifestazione: chilometri percorsi circa 300; tasso etilico intorno ai 5g/litro; colesterolo LDL vicino a 1000; casa piena di prodotti omaggio che forse non userà mai. E una grande, immensa, incontenibile soddisfazione.

Prev Come si fa un profumo: The Merchant of Venice presenta il Kit del Profumiere
Next MonteNapoleone District: gli eventi al Fuorisalone 2017

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!