Gatti buoni e gatti cattivi nei classici Disney: a quale assomiglia il vostro?

E se non avete un gatto vale anche l’associazione con gli umani…

Gatti Disney

Romeo a parte, non sono molti i gatti della filmografia Disney a essere rimasti impressi nella nostra memoria. Rarissimamente hanno il ruolo di protagonisti e, a differenza dei “cugini” cani, non sempre escono bene dai ruoli che ricoprono. Insomma… soprattutto il grande Walt, non considerava i nostri deliziosi amici baffuti (salvo rare eccezioni) esattamente dei cherubini.
Vi proponiamo un gioco: da questa panoramica di felini, dei cartoni più popolari, individuate a quale assomiglia il vostro.

E se non avete un gatto, oppure lo avete ma non collima con nessuna delle descrizioni, provate ad allargare le attribuzioni a umani di vostra conoscenza. Sarete stupiti da quante analogie troverete. In fondo, che abbiano peli, piume o squame, i personaggi Disney altro non sono che metafore del genere umano. E se pensate che sia poco in linea con lo spirito natalizio, aver riconosciuto nei gatti più perfidi la nuova fiamma del vostro ex, oppure la suocera, non preoccupatevi: come direbbe Romeo “quanno ce vo’, ce vo’”…

Gatti buoni

Romeo: l’avventuriero

Gatti Disney - Romeo degli Aristogatti

Cominciamo da Romeo, il gatto per eccellenza nella filmografia Disney. Romeo non è certo uno che disdegna le avventure: è un gatto giramondo, che vive alla giornata, tipico rappresentante dell’arte di arrangiarsi. È amante della libertà più totale, conquistatore e carismatico. Un vero leader, che si fa rispettare dalla comunità felina, senza prepotenza ma grazie ad un’integrità morale che nasconde sotto la scorza dell’atteggiamento “piacione”. A parte qualche problemino col nuoto (ma quale gatto non ne ha?), sa sempre qual è la cosa giusta da fare al momento giusto. Da bravo romano è il classico latin lover sciupagatte, ma di fronte alla gatta giusta capitolerà senza rimedio e senza opporre resistenza.

Gli Aristogatti – 1970

Sergente Tibbs: il subalterno risolutore

Gatti Disney - Sergente Tibbs - La Carica dei 101

A chi va il merito della fuga dei piccoli dalmata da Villa Demon se non al Sergente Tibbs? Eppure questo gatto, sveglio, “istruito”, deciso, coraggioso, è un subalterno del tronfio e un po’ rimbambito Colonnello. Potrebbe benissimo vivere in Italia, dove la “demeritocrazia” la fa da padrona. Il timore reverenziale che il sergente Tibs ostenta nei confronti del Colonnello è però più apparente che reale, perchè quando la situazione si fa critica, non esita a mandare a quel paese il superiore per farsi carico del comando della truppa. È uno stratega, cosa che presuppone calcolo e freddezza.Tibbs è però anche istintivo e generoso pur nella sua modestia: non rivendica mai il merito di quel che fa. È la figura chiave, il risolutore, senza farlo minimamente pesare.

La carica dei 101 – 1961

Oliver: l’obbediente

Gatti Disney - Oliver - Oliver and Co

Non si capisce perché questo bel micetto, dallo sguardo accattivante, all’inizio della storia non venga adottato da alcun bambino passato dalla sua cesta. Fatto sta che, nonostante il suo bisogno di dare e ricevere affetto, si ritorova ad affrontare da solo la città. Più che ingenuo è un tipo candido. Non immagina che ci sia chi fa del male, ma quando incontra il male tira fuori le unghie per combatterlo nei limiti delle possibilità che la sua corporatura minuta e la sua scarsa conoscenza del mondo permettono. È un tipo resiliente, come si direbbe ora, che ben si adatta alle situazioni anche quando non le sceglie. La sorte lo fa finire con un variopinto assortimento di randagi dei quali, pur sognando un focolare domestico, apprezza e ricambia l’amicizia. E quando c’è da difendere gli amici il nostro batuffolo sa dimostrare il coraggio e la determinazione di un leone. Il suo obiettivo ben palesato, resta però quello di farsi adottare e vivere in una casa, dormire in un morbido letto, circondato dall’affetto di una vera famiglia di umani. Chiamalo stupido!

Oliver & Company – 1989

Jake: il pragmatico

Gatti Disney - Jake - Il gatto venuto dallo spazio

Esile di corporatura e con un musetto quasi femminile, chi si aspetterebbe un gatto così tosto? D’accordo che viene da un altro pianeta dove hanno potenziato le attività cerebrali, ma nel suo pragmatismo ha sempre a portata di mano la soluzione per tutti i problemi (principalmente quelli che lo riguardano): sa riparare la propria navicella spaziale con la stessa nonchalance con cui apprende, senza averlo mai visto prima, il regolamento delle corse dei cavalli, del rugby o del biliardo, con lo scopo di poter vincere le scommesse utilizzando i proprio poteri. Anche se le peripezie che si svolgono nel film, e che coinvolgono diversi personaggi, sono tutte volte a far ripartire la navicella spaziale verso lo spazio, non si creda però che Jake sia un egoista: porta fino in fondo il compito di riparare l’astronave, anche se questo gli fa correre grossi rischi. E si impegna in questa operazione soltanto per la comunità del proprio pianeta, nonostante abbia già deciso di rimanere sulla Terra, convinto dagli occhi di una bella micetta, ma anche (o forse soprattutto) da pranzetti a base di rognone e tonno. In fondo, l’abbiamo già detto, Jake è un tipo pratico!

Il gatto venuto dallo spazio – 1977

Gatti cattivi

Lucifero: il prepotente

Gatti Disney - Lucifero - Gatto cattivo di Cenerentola

La stessa Cenerentola, creatura dal pensiero positivo, proprio non riesce a trovare a questo gatto, alcuna buona qualità. Sarà perché non ne ha? È prepotente e sottilmente sadico esattamente come Lady Tremaine, sua padrona, e le sue poco avvenenti figlie. Ed esercita la prepotenza sui più deboli avvalendosi di un fisico possente: lo potremmo tranquillamente definire un bullo. Si comporta, con Cenerentola, esattamente come si comporterebbero le sue padrone se fossero dei gattoni ben piazzati, ma non si pensi che Lucifero lo faccia per un rapporto di sudditanza: è uno che ci mette del suo, e che gode di tutto il male che fa. Probabilmente il karma gli ha fatto incontrare la famiglia in cui si trova, tanto simile a lui, anche se non sembra che sia, da questa, particolarmente amato: lui non ama nessuno e nessuno ama lui.

Cenerentola – 1950

Si e Am: la perfidia sottile fatta gatto

Gatti Disney - Si e Am - Gatti cattivi di Lilli e il vagabondo

I gatti siamesi, in genere, sono tranquilli, pensatori e ipersensibili. Niente a che vedere con le due canaglie raffigurate in questa storia: talmente cattive da voler perfino rubare il latte a un neonato, distruttrici per il gusto di esserlo, e così subdole da riuscire a passare, in maniera credibile, per le vittime innocenti della situazione facendo attribuire la colpa a chi innocente è veramente. La loro perfidia, di cui godono intimamente, è sottile e fluida come il movimento delle loro lunghe code, nel senso che è una perfidia non occasionale ma innata e continuamente esercitata. Sono i classici falsi che hanno buon gioco. Per fortuna nel film, alla fine il bene trionfa. Ma nella vita reale?
Speriamo che nessuna di voi abbia un gatto simile a questi due. Se lo avete rivolgetevi a un esorcista potente.

Lilli e il vagabondo – 1955

Lo Stregatto: l’ambiguo

Gatti Disney - Stregatto - Alice nel Paese delle Meraviglie

Quasi tutti i personaggi in questo film sono talmente intrisi di malvagità, che al confronto verrebbe quasi voglia di mettere lo Stregatto tra i buoni. Ma non possiamo. Lo Stregatto è dispettoso. Voi direte: quale gatto non lo è? È, in fondo, una delle caratteristiche che ce li rendono così simpatici. Ma i dispetti della maggior parte dei nostri felini domestici sono innocenti e giocosi. Siamo sicure che, di fronte a una bambina piangente e confusa, se potessero si adopererebbero per aiutarla. Lo Stregatto, invece, ci va giù pesante e si diverte ad aumentare la sua confusione. E quel sorriso maligno a tanti denti che lo precede nella comparsa, ci dimostra il suo compiacimento nel compiere una cattiva azione. Questi suoi dispetti sono tuttavia più un “beneficio collaterale” generato dalla forte ambiguità della sua personalità: come dire che il gattone rigato è, prima di tutto, ambiguo, e dato che la sua ambiguità confonde Alice mandandola in crisi, il gatto se ne compiace. Non è proprio il caso, dunque, di metterlo tra i buoni, anche se in confronto alla Regina o al divoratore di baby-ostrichette è uno zuccherino.

Alice nel Paese delle Meraviglie – 1951

Il Gatto di Pinocchio: il gregario

Gatti Disney - Il Gatto e la Volpe - Pinocchio

Naturalmente non parliamo di Figaro, il gatto di Geppetto, ma del compare della Volpe. Nel film, appare come un vero e proprio gregario: non il socio a delinquere, ma un po’ l’”assistente del mago” Volpe, che, quanto a trucchi, è imbattibile. Se non si rivela un partner affidabile nel creare imbrogli, non è per bontà d’animo o per eccesso di onestà, ma solo per eccesso di stupidità: sembra infatti solo desideroso di colpire per nuocere, senza curarsi di alcun possibile beneficio derivante da un suo comportamento scorretto. La Volpe, molto più lungimirante di lui, riesce sempre a fermare queste manifestazioni di cattiveria gratuita, e, nella sua furbizia, a utilizzarne la mancanza di personalità, per farsi assecondare in truffe da lei ben architettate con lo scopo di assicurarsi dei vantaggi. Il Gatto, contrariamente alla Volpe, è un impulsivo: agisce senza riflettere, spinto unicamente dalla propria cattiveria.

Pinocchio – 1940

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