Hydro Jacket di NA2RALE, 100% cotone organico e iper-resistente all’acqua

Luca Sburlati, Ceo e fondatore di NA2RALE, ci racconta il suo progetto finanziato in crowdfunding.

Hydro Jacket di NA2RALE resistente all'acqua

Luca ed Ella hanno un modo semplice di presentarsi, ma diretto e che colpisce subito per la forza del loro progetto. Con la loro azienda NA2RALE hanno creato un prodotto unico e di straordinaria qualità, che ha raccolto consensi in tutto il mondo e per poterlo realizzare si sono appoggiati a un sistema che in Italia non è ancora molto diffuso, il crowdfunding.

Ci siamo fatti raccontare direttamente da Luca Sburlati, Ceo e fondatore dell’azienda, quali sono le caratteristiche della loro Hydro Jacket e che cosa hanno fatto per poterla produrre.

Ciao Luca, ci racconti il progetto della Hydro Jacket in cotone organico? Come è nato e come si è sviluppato?

“Ho sempre avuto un’idea un po’ folle è cioè quella di conciliare design, tessuti di alta qualità e sostenibilità, il tutto esclusivamente made in Italy, e tutti che mi dicevano ‘è impossibile senza un brand e con il costo del lavoro molto più alto che nel far east non si può fare’. Ma testa dura quale sono quando ho saputo di questo tessuto prodotto a Como mi sono lanciato per integrare la gamma già esistente”

Quali sono le caratteristiche che rendono la Hydro Jacket un prodotto unico?

“La Hydro Jacket è l’unico prodotto al mondo in solo cotone e senza alcuna fibra sintetica completamente impermeabile e traspirante, grazie a una filatura speciale molto sottile e a una tessitura ortogonale molto molto stretta e ribattuta tre volte. Un tessuto di pregio dunque, ma water resistant, traspirante poiché solo cotone organico nonché leggero e ipoallergenico. Quasi un goretex naturale. La Hydro Jacket è unisex per donna e uomo”

Per finanziare questo progetto siete ricorsi al crowdfunding. Quali sono i pro e i contro di questo sistema?

“Sì, l’accesso al credito per le piccole imprese italiane non è facile e ha in ogni caso tassi alti e poi volevamo dialogare con il cliente finale da subito in una sorta di filiera corta ‘dal produttore al consumatore’ a un prezzo di grande favore (circa il 50% del prezzo poi in negozio) e ci siamo riusciti. Credo sia il crowdfunding di maggior successo di un azienda italiana su un monoprodotto di abbigliamento/design. Contro? Be’ siamo molto indietro sull’uso del web, molte persone non parlano bene l’inglese e su una piattaforma americana non è dunque facile raccapezzarsi, inoltre Kickstarter non è conosciuto se non da pochi in Italia. Quindi l’altra attività che abbiamo fatto è stata quella di formatori… abbiamo dovuto fare learning anche su questo. Per il resto solo feedback positivi e bellissima l’esperienza di avere sostenitori in tutto il mondo dalla Corea al Giappone agli StatiUniti”

Spesso in Italia i prodotti migliori sono realizzati da aziende piccole, ma quali sono le difficoltà che si incontrano per passare da una semplice idea alla produzione e distribuzione del prodotto?

“Noi abbiamo la fortuna di avere un know-how interno di modellistica e prototipia dei capi ma non abbiamo una forza vendita né showroom dedicati quindi i nostri prodotti vanno all’estero solo grazie al fatto che sono di altissima qualità e a un buon prezzo, vendiamo già in Svizzera, Germania, Olanda. Ora vorremmo trovare dei negozi per l’Italia seri”

Quali saranno i prossimi passi per la vostra azienda?

“Amplieremo la gamma già da febbraio anche con prodotti per la pratica sportiva in particolare un longboard skate con le stesse caratteristiche di base: design, tecnologia e sostenibilità. Per chi vuole seguire i prossimi passi di N2R il nostro sito è www.na2rale.com

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