IED: La diversità fa la differenza. Riflessioni sul design thinking

Alessandro Manetti e Riccardo Balbo si sono confrontati sulle direzioni del design.

IED - Design Different

Il Circolo del Design di Torino ha ospitato ieri un focus sul design organizzato dallo IED, l’Istituto Europeo di Design. Tema dell’incontro: “La diversità fa la differenza. Le direzioni del design”.

L’evento si è sviluppato come un confronto sul multiforme tema del design tra i direttore IED Barcellona Alessandro Manetti e il direttore IED Torino Riccardo Balbo, moderato da Francesca Russo, editor di DDN Magazine. Questa è stata anche l’occasione per celebrare i primi 50 anni dello IED, nato nel 1966 grazie all’intuizione di Francesco Morelli, che ne è il presidente. In mezzo secolo l’Istituto Europeo di Design si è affermato come un’eccellenza internazionale, ma di matrice completamente italiana, nel campo della formazione avanzata e della ricerca nelle discipline del Design, della Moda, della Visual Communication e del Management e Comunicazione.

Tornando all’incontro di ieri, Manetti e Balbo hanno analizzato in che modo e da che cosa scaturisce un progetto creativo, che cosa significa design thinking, soffermandosi in particolare sul concetto di diversità, che è una condizione essenziale del design.

Alessandro Manetti ha fatto notare:

“Nel XXI° secolo, il fenomeno della globalizzazione ed il suo alter ego ovvero la necessità di una crescente personalizzazione di prodotti e servizi, definiscono nuovi scenari di applicazione del design come strumento di comunicazione delle differenze culturali”

e Riccardo Balbo ha aggiunto:

“Il progetto ha come sua condizione generativa la necessità di instaurare una differenza migliorativa rispetto allo stato delle cose di partenza. Mettere delle energie al lavoro per differenziare significa in sé progettare. La creatività è lo strumento principale per riconoscere e attivare processi che usano la diversità, connaturata ad ogni realtà, per produrre differenza. È la diversità che determina la differenza. Sguardi nuovi e alternativi sulla realtà producono progetti veramente innovativi e immortali, senza tempo”

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