Il dj set, fra un foglio d’Excel e un altro

Soffi ci racconta il lavoro in agenzia a Perpignan a tempo di musica.

Certo che qui in Francia hanno uno strano modo di lavorare…
Infatti sto scrivendo e con le gambe tengo il ritmo mentre il grafico dell’agenzia, Jesse, ha messo su l’ultimo pezzo di Nejo, e la copywriter, Adele, gli ha prontamente risposto con una delle hit di Sean Paul!

Ieri è stato il turno di Manu Chao e Lana del Ray, mentre il giorno prima sono andati giù pesanti con un bel po’ di musica elettronica, che qui in Francia va tanto.
Insomma, l’alienante click dei mouse che tanto mi aveva terrorizzata il primo giorno è ormai un ricordo lontano e ogni giorno l’agenzia si trasforma in un allegro dj set.

Ok, il capo è molto clemente quindi non storce il muso, ma comunque quando entra lui nella nostra stanza il volume cala un po’, giusto per ritegno! Comunque ieri i capi erano a Montpellier per un appuntamento di lavoro e ci mancava poco che trasformassimo la sala in una pista per la breakdance (non lo abbian fatto solo perché non la sa ballare nessuno).

Però abbiamo tenuto la porta aperta e abbiamo coinvolto anche Brigitte, la segretaria, che purtroppo lavora da sola nell’ingresso. Nonostante fosse indaffarata fra mail e fotocopie, era un piacere sentirla richiedere un brano, neanche avesse a disposizione un jukeboxe.

Poi non vi dico quanto è divertente vedere Jesse, un ragazzone grande e grosso, che mette su qualche brano che lo appassiona particolarmente e sentirlo esclamare “J’adoreeeeee”. Non è il massimo della virilità, lo ammetto, ma io lo adoro!

Ma il momento che preferisco è quello del quizzettone: Jesse sceglie un brano a caso dal suo hard disk con ben 500 gb di canzoni (un vero tesoro per me), e io mi diverto a riconoscerlo dopo i primi 5 secondi… manca solo Enrico Papi e sembra di essere nel programma Sarabanda!

Ma attenzione, è meglio precisare che siamo comunque tutti produttivi e le scadenze vengono sempre rispettate… mi stupisce solo il modo anticonvenzionale di ottenere dei risultati!

Insomma è vero, io continuo a lavorare per l’80% del mio tempo sulle odiosissime tabelle Excel, ma almeno lo faccio a tempo di musica…

Ancora una volta è dimostrato il potere della musica: riesce davvero a unire le persone o almeno, a me è servita a superare i gap linguistici con i colleghi. Provare per credere!

Soffi nel paese delle meraviglie

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