Il venerdì sera a Perpignan in German Style…

Soffi ci racconta cosa si sono invetate le sue compagne di corso tedesche per trascorrere in “allegria” il venerdì sera.

Ma qui a Perpignan che si può fare la sera se fa troppo freddo?

Considerato il vento che ci sta affliggendo da 10 giorni circa non rimane che organizzarsi a casa di qualcuno.

E se ci sono due deliziose ragazze tedesche, compagne di corso, che mettono a disposizione la loro casa superfiga, il gioco è fatto!

Quindi venerdì, assieme alla mia amata comitiva internazionale, mi adagio adeguatamente a casa delle nostre ospiti berlinesi Mya e Scarlett ignara di quello che mi attende.

Appena arrivati, buttando un’occhiata in giro, capisco che le tipe hanno già intrapreso un pre-serata tutto tedesco (molto simile a quello italiano), considerate le sei lattine di birra, già irrimediabilmente vuote, e la bottiglia di vino Rosè dimezzata… e penso, fra me e me: “come faccio a spiegare che sono astemia senza rischiare il linciaggio? “

Poi guardo sul tavolo e mi rassicuro… ci sono le carte da Uno… che bello si gioca!

Illusione infranta un istante dopo, quando piazzano una bella brocca capiente al centro del tavolo e ci versano una mistura di alcolici a dir poco micidiale.

Assegnano a ogni invitato un bel bicchierone di vino e poi Scarlett con fare molto innocente, mi chiede: “Mano destra o sinistra? ”
Io rispondo destra, ma tanto so già che qualsiasi risposta può essere fatale. Mi segna una bella x sulla mano e, marchiata come una mucca, mi appresto a iniziare il gioco, molto dubbiosa, quasi spaventata.

Tirano fuori un foglio con delle regole scritte e, piano piano, capisco che a ogni carta pescata corrisponde una bevuta di alcol. Insomma varia la forma ma la sostanza è sempre la stessa: si beve!!!

Faccio qualche esempio:
Carta n°2 : beve il tuo vicino
Carta n°4: four-floor, e tutti devono avere i riflessi pronti per andare giù per terra
Carta n°6: bevono tutte le ragazze
Carta n°7: Seven-heaven, tutti con le braccia al cielo (sembra facile, ma provate quando siete ubriachi…)

Poi non vi dico quando arriva il momento di formare delle rime in inglese (carta n°9).
Grazie al cielo, negli anni ho imparato le regole di sopravvivenza a questi giochi idoti, per cui, utilizzando la strategia che tanto mi è servita durante i festini universitari a Torino, ogni volta che mi interpellavano, posavo con destrezza le labbra sul bicchiere e fingevo di trangugiare alcol!

Inoltre, dopo qualche passaggio, mi è chiaro che, al contrario della sottoscritta, loro sono ben felici di avere la scusa di bere, per cui il gioco diventa anche molto divertente per me, considerato che mentre loro ingollano quantità spropositate di alcol, io posso osservarli più che lucida!

E poi il gran finale, l’eroina del gruppo, Juliette, che si becca la carta fatale e quindi è costretta a bere lo strano miscuglio tenuto al centro del tavolo e accresciuto da periodiche aggiunte di alcol, birra tedesca, vino Rosè e spumante Brut… tutto in un sorso! La ammiro, giuro, poi però quando la sua faccia cambia gradatamente colore rivelando un ovvio malessere, l’ammirazione si trasforma in compassione.

Prima di finire la serata a guardare qualcuno abbracciato al water, decido di levare le tende.

Lucida ma veramente perplessa. E pensare che io uso le carte da Uno per giocare con le mie cuginette…

Soffi nel paese delle meraviglie

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