La minestra riscaldata parte II e l’arte di trovare il “vestito” giusto

Quando i motivi per cui si è lasciati non sono futili è meglio non tornare con l’ex…

Care lettrici, come promesso torno a parlare della minestra riscaldata… insomma del ritorno insieme dopo una rottura.

Il mio precedente articolo ha scatenato un po’ di critiche in quanto per alcune non sempre è un male ritornare con la persona con cui si è stati in passato. Naturalmente le mie sono personalissime opinioni e se mi permetto di dare consigli lo faccio per le vicende che ho vissuto sulla mia pelle o sulla pelle delle mie amiche e, ad oggi, la percentuale di quelle che dopo una rottura è tornata con l’ex in maniera definitiva, ahimè, è davvero molto bassa.

Non è detto che questo non possa accadere, però è davvero raro e soprattutto difficile e, a mio avviso, succede solo quando la rottura è avvenuta per stupidaggini. Se i motivi sono reali, se i problemi sono insormontabili, io rimango della mia idea, lo saranno per sempre.

Qualcuna mi ha scritto che delle volte basterebbe “reinventarsi”… Sì, ok, ritorno con lui, passo dei mesi a fare cose divertentissime, cose che magari sono lontane dal vivere quotidiano e che alla lunga dovremo mettere da parte per tornare alla realtà, realtà che ripresenterà i medesimi problemi di un tempo.
È ovvio che se due persone si lasciano per motivi futili quei motivi saranno facilmente superabili ma se al contrario ci sono problemi di un certo tipo, io non credo che basterà far finta di nulla…

Quel vestito messo nell’armadio insieme ai tanti altri indumenti rammendati qua e là, alla fine finiranno per essere solo di intralcio per i meravigliosi capi che la nuova stagione offre… E perché accontentarsi? Perché avere paura di stare meglio con addosso qualcosa di nuovo e più consono ai nostri gusti o, meglio ancora, perché avere paura di rimanere per un periodo senza abiti?

Un tempo anche io avrei fatto qualsiasi cosa per ricucire vecchi vestiti che tanto mi avevano fatto stare bene, ma a che pro? Davvero era quello che volevo? Davvero accontentarmi era l’unica soluzione? O meglio, possibile che al mondo non avrei trovato un abito che mi facesse sentire bellissima in ogni momento, in ogni situazione senza dover aver paura dei “se” e dei “ma”?

Non vi nego che sono ancora alla ricerca di quel vestito che mi faccia sentire una principessa, però almeno nel frattempo ho indossato altri abiti che mi hanno fatto capire che cambiare non è poi così male, che prima di affermare che quello sarà il nostro vestito preferito dovremmo provare altri stili che magari alla fine ci andranno molto meglio di come immaginavamo.

Tre, quattro stili amiche mie, cercate di non esagerare altrimenti alla fine non saprete più in che cassetto chiudere i vecchi indumenti…

Baci baci…

Scrivetemi a luciadepascalis@milady-zine.net

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1 Comment

  1. Mi sembra un punto di vista, potrei condividerlo, ma secondo me il “per sempre” fa la differenza. In realtà una conoscenza che non è andata in porto ti potrebbe lasciare l’amaro in bocca, ma finisce lì! Forse ti scoccia di aver perso del tempo e di aver condiviso qualcosa con uno sconosciuto. Il bello di una coppia è che o è tale o non è. Penso che un giovane dovrebbe essere più risoluto e non fossilizzarsi su queste cose; mi sfugge il valore che attribuisce a questa sequenza perché l’altro non è un valore aggiunto, ma la nostra metà! Io la vedo così e non conosco un uomo con lo spirito di chi anela alla sua compagnia. Forse l’uomo giusto è quello che completa il nostro sguardo e ci restituisce una visione d’insieme.

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