La scrittura come terapia: testimonianze, lettere simboliche, storie inventate

Scrivere è una vera e propria autoanalisi, un percorso terapeutico.

La creatività è una delle migliori medicine per tirare su il morale, migliorare l’umore, superare un momento buio. Esprimere la propria creatività attraverso la scrittura può rivelarsi terapeutico.

Scrivere, infatti, aiuta fare chiarezza, ad autoanalizzarsi. Anche quando non si ricorre troppo alla fantasia, ma ci si attiene solo alla realtà, aiuta a trovare soluzioni e a superare eventi spiacevoli.

Scrivendo si riesce a riconciliarsi con la parte più profonda e autentica di se stessi, a trovare l’equilibrio tra la dimensione fisica, quella mentale e quella emotiva.

Anche se non si è abituati a scrivere e si ha un blocco davanti al foglio bianco, è bene cominciare a mettere giù le prime parole senza preoccuparsi troppo né degli errori grammaticali né del senso della frase. Per iniziare, basta scrivere qualsiasi cosa.
Si può cominciare a descrivere ciò che si sta vedendo o provando nel preciso momento in cui si sta scrivendo (è il cosiddetto momentismo), oppure raccontare la storia della propria vita in una autobiografia, o magari scrivere brevi componimenti, come gli haiku, costituiti da tre versi, il primo e il terzo di cinque sillabe, il secondo di sette, per un totale di 17.

Un modo molto divertente di raccontare se stessi è attraverso una ricetta. Si comincia a descrivere molto semplicemente come preparare un piatto e poi si approfondisce raccontando tutto ciò che quel piatto  fa venire in mente: un particolare ricordo a cui è legato, una persona con cui lo abbiamo condiviso a tavola, un luogo in cui lo abbiamo assaporato.

Quando si vuole invece fare chiarezza su un particolare avvenimento, si può scrivere una testimonianza, una sorta di memoriale: scrivendo, infatti, saltano fuori molti più particolari, tanti dettagli che raccontando il fatto oralmente ci sfuggirebbero.

Se invece è su un rapporto con una persona che si vuole ragionare, si può scrivere una lettera simbolica, rivolgendosi a quella persona e ripetendo più volte il suo nome. Nella lettera (che non deve necessariamente essere spedita) si deve parlare con il cuore, senza nascondere nulla, esprimendo tutto ciò che si prova e poi concluderla immaginando un cambiamento, un finale diverso dalla realtà, quello che vorremmo veramente.

Scrivere le proprie aspirazioni dà una marcia in più nella reale concretizzazione dei propri sogni e dei propri desideri. Quando si scrive bisogna essere ottimisti, positivi, ma ovviamente ciò che si scrive deve essere seguito da uno sforzo concreto per realizzare ciò che è stato scritto.

Chi vuole semplicemente dare sfogo alla propria creatività non ha limiti: il foglio è pronto ad accogliere qualsiasi storia, qualsiasi personaggio, qualsiasi invenzione, pensiero, riflessione.

In genere scrivere con carta e penna piuttosto che al computer aiuta a essere più spontanei.
L’orario migliore per scrivere è soggettivo: c’è chi ama farlo di mattina presto, chi a notte inoltrata. È sempre una buona idea avere qualcosa a portata di mano per scrivere in qualsiasi momento.

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