Lampade e lettini abbronzanti sul banco degli imputati

I raggi ultravioletti sono cancerogeni. Mai rinunciare ai filtri ad alta protezione.

A chi non piace esser baciata dal sole? Avere un’abbronzatura perfettamente dorata è diventato un mood, una tendenza a cui nessuno vuole sottrarsi e che si protrae anche quando l’estate finisce. Forse perché conferisce uno status di benessere fisico o forse perché aiuta a nascondere qualche imperfezione senza ricorrere al maquillage. La pelle abbronzata è un vero e proprio trend che non si arrende nemmeno di fronte all’allarme degli specialisti che da decenni denunciano i danni provocati dall’esposizione al sole.

Lanciata da Coco Chanel nel 1923 di ritorno da una vacanza sulla Costa Azzurra, tutti vogliono la carnagione più scura, sinonimo di vacanze e divertimento.
Precedentemente la tintarella connotava chi lavorava ogni giorno sotto il sole, da qui la predilezione della nobiltà a mantenere la pelle bianca e candida.

Agli anni ’30 risalgono i primi prodotti abbronzanti e l’uso estetico di lampade inizialmente adoperate a scopo curativo: nasce il culto del sole che raggiunge il suo boom quarant’anni dopo, quando medici e studiosi lo consigliano per i suoi benefici.

E se vent’anni fa il “lampadato” veniva nuovamente considerato grezzo e volgare, negli ultimi tempi i centri estetici hanno stravenduto pacchetti di docce e lettini abbronzanti e trattamenti specifici per preparare la pelle al sole.
Ma siamo sicure che l’abbronzatura, soprattutto quella artificiale, ci renda così belle?

L’Associazione Italiana di Oncologia Medica è preoccupata dalla maniera in cui adulti e bambini eccedano nell’esposizione  ai raggi ultravioletti, classificati ormai dall’Oms cancerogeni.
Una ricerca ha inoltre esaminato come il rischio di un melanoma aumenti del 75% se si effettuano lampade prima dei 30 anni. Proprio per questo motivo in Italia, da un anno esatto, un decreto vieta ai minori di 18 anni l’uso dei solarium.

In ogni caso si consiglia di ovviare agli economici lettini abbronzanti con delle cure dermatologiche che per predisporre la pelle ai raggi solari estivi utilizzano gli UVB a banda stretta. E ricordiamo sempre di usare un filtro ad alta protezione!

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