Lara Croft, Alicia Vikander “supera” Angelina Jolie

Il primo film della saga resta il migliore, ma il premio Oscar regala in questo film una Lara differente e migliore.

Alicia Vikander Lara Croft - Recensione

Torna al cinema Lara Croft, l’eroina dei videogiochi di Tomb Raider già portata al cinema in due film del 2001 e del 2003 da Angelina Jolie. Nell’ultima trasposizione cinematografica è il premio Oscar Alicia Vikander a vestire la “canotta” d’ordinanza, ma è una Lara diversa da come l’abbiamo sempre immaginata e vista sullo schermo.

Lara si guadagna da vivere facendo il pony express in bici a Londra e non arriva a fine mese, si diverte a praticare boxe thailandese, ma non riesce a pagare le lezioni. Lara, in realtà, è figlia di Lord Richard Croft, un archeologo che è disperso da anni in Giappone sulle tracce di Himiko, la regina dello Yamatai che uccide le sue vittime con un solo tocco. Lara però non riesce a credere che il padre sia morto e parte alla sua caccia nel Sudest asiatico.

“La relazione padre/figlia è il nocciolo della nostra storia. Lui l’ha abbandonata, ma lei non riesce a fare a meno di lui. Questo ha creato un vuoto in Lara che sta tentando di riempire, e questo enigma finale si rivela la chiava che dà inizio alle sue risposte su quanto veramente accaduto a suo padre, così da imbarcarsi in un’avventura unica”, spiega il regista, il norvegese Road Uthaug.

È una Lara Croft diversa dall’immaginario collettivo quella rappresentata da Uthaug: è esile, cade e si sa rialzare e non ha le due pistole che l’hanno resa celebre. Lascia da parte la seduzione, e le sue uniche arme sono l’arco e i calci e i pugni che sferra senza battere ciglio e senza perdere un briciolo di femminilità.

Quella interpretata da Alicia Vikander, tolti i dubbi iniziali (il fisico dell’ex ballerina non corrisponde all’immagine dell’eroina che avevamo creato guardando i precedenti film e videogiochi), è una Lara Croft che tutte vorremmo essere: coraggiosa, ribelle e cazzuta più che mai!

Foto © Ilze Kitshoff

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