“Le leggi della moda”: il primo libro che coniuga Fashion e Law

Dieci parole di uso comune nella moda reinterpretate dal punto di vista giuridico.

Silvia Segnalini presenta il suo libro Le leggi della moda

Da un’idea di Silvia Segnalini, avvocato, docente universitario e grande appassionata del settore Fashion, nasce Le leggi della moda, la prima pubblicazione per Skira Editore su diritto e moda.

Nello scenario più che adatto della Biblioteca della Moda in Via Alessandria 8 a Milano, il libro è stato presentato dall’autrice con alcuni ospiti tra cui Diego Valisi, CEO della Biblioteca della Moda, e con il Presidente della Camera della Moda Mario Boselli.

Proprio Boselli ha sottolineato subito l’importanza di questo libro nella riconferma dei veri valori della moda italiana e ha posto l’accento sulla forte presenza di riferimenti alla Francia, secondo grande pilastro insieme con l’Italia nel panorama della moda. Altro aspetto che ha colpito Boselli è come il decalogo sia completamente in inglese, e come questa lingua sia importantissima nello scenario della moda, tanto è vero che, afferma, “bisogna iniziare a pensare in inglese e non solo a parlarlo”.

Barbara Pozzo, professore ordinario di diritto comparato presso l’Università dell’Insubria, ha rivelato un aneddoto: quando si trovava alla Fordham University, a un incontro con la Presidentessa del Fashion Law Institute Susan Scafidi, quest’ultima si presentò con due vestiti e le disse: “One is the right one, one is the fake one”.
Questo fu il primo approccio ”perplesso” della dott.ssa Pozzo alla materia giuridica in ambito moda (nel dover scoprire quale dei due vestiti fosse l’imitazione) ma, tornata in Italia, grazie alla dott.ssa Segnalini, è riuscita ad approfondire questa materia anche qui.
Secondo la professoressa, il punto di forza di questo libro è il fatto che sia una guida semplice, suddivisa per singoli temi, ossia le dieci parole che sono molto più appealing rispetto a un lessico specifico giuridico come marchio, brevetto, contraffazione e via dicendo.
Il Fashion Law, secondo la Pozzo, è un settore inesplorato ma importante, nelle università è mancato un corso di diritto e moda (dall’anno prossimo all’Università dell’Insubria ci sarà) nonostante le problematiche nel settore moda siano molte e rivestano un aspetto giuridico da non sottovalutare.

L’autrice del libro ha spiegato che cosa l’ha ispirata: avendo letto quasi tutte le biografie di Coco Chanel (icona di moda dagli anni ’30 ad oggi) si è resa conto di qualcosa di particolare e cioè che la moda e il diritto non potevano dialogare, infatti non esistevano pubblicazioni su diritto e moda dall’800 agli anni ‘20. Poi, durante le sue ricerche, un titolo di Vogue degli anni ’30 ha attratto la sua attenzione: Una Ford di nome Chanel.
La Ford fu la prima macchina di serie ma metaforicamente alla Ford era paragonata la “petite robe noire”, il tubino classico per tutte le occasioni, apparentemente un vestito semplicissimo da riprodurre rispetto alla complessità di abiti di stilisti come Elsa Schiaparelli.
Proprio per questo motivo, analizzando tutti i volumi dell’Istituto di diritto comparato dell’Università dell’Insubria, Silvia Segnalini ha scoperto le prime due sentenze nell’ambito moda e una di queste era proprio di Coco Chanel contro una sarta accusata di aver “copiato e contraffatto” un suo abito.
Da qui, l’idea di mettere insieme dieci parole e immaginare i problemi giuridici a esse correlate, e da qui il libro, un manuale che apre lo scenario su questo complesso mondo della moda e delle sue leggi. Alta moda, blog, boutique, marchi, modelle, pret-à-porter, profumi, shopping, sfilate, vintage: se volete scoprirne di più, non vi resta che leggere!

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