Love&carrello: trovare l’amore facendo la spesa

Trovare anima gemella al supermercato

C’è chi cerca una storia che duri meno di uno speed date e chi un amante bricoleur che, già che c’è, aiuti a imbiancar casa e a montare le mensole. C’è chi cerca l’amore eterno, e chi l’amore eterno non lo cerca ma lo trova…

SCENA 1
Interno. Milano Esselunga di Viale Papiniano. Giorno

Giusi, col carrello pieno, sta studiando le bustine di zafferano già da un po’. Luciano prende un vasetto di pepe ma gli cade dalle mani tra la spesa di Giusi.
LUCIANO
Chiedo scusa.
GIUSI
(con marcato accento siciliano mentre lo aiuta a recuperare il pepe)
No problem.
Lei si intende di zafferano? Voglio provare a fare fare il risotto alla milanese ma non so qual è meglio.
LUCIANO
Veramente è mia mamma quella dei risotti. Io son più bravo con la carne. Ma solo con le bistecche.
(ride) Non sei di Milano?
GIUSI
Si sente? No, sono di Ragusa. Son qui da due mesi.
LUCIANO
Sei qui per studiare?
GIUSI
No lavoro ma ancora sono in prova. Poi non so cosa succede.
LUCIANO
Ti sei comprata il mondo. Hai la macchina con tutta quella roba?
GIUSI
Ho il carrellino da pensionata. E ancora non sono nemmeno assunta!
(ridono)
LUCIANO
Beh, se vuoi ti do uno strappo, ho la macchina qui nel parcheggio. Abiti lontano?
GIUSI
Piazza del Rosario.
LUCIANO
Allora siamo vicini di casa. Io sto in Via Solari. Ti porto io.

Lei da poco in città senza amici; lui, piccolo imprenditore appena uscito da una storia finita male. Sono qui solo per fare spesa, ma il destino ha deciso per loro diversamente. Infatti nelle scene che seguono, Giusi e Luciano dividono lavoro e vita privata da ben ventidue anni.

Ormai lo sanno tutti a Milano, imbruttiti e giargiana, e lo sanno anche i non milanesi che hanno letto Meglio donna che male accompagnata di Geppi Cucciari: questa location sta a Cupido come Rovaniemi sta a Babbo Natale. L’origine di questa vocazione, di cui si parla dagli anni ’90 non è certa. Di sicuro l’Azienda non sembra aver mai promosso attività in favore dei cuori solitari.

Probabilmente tanto successo nel fare incontrare le persone in cerca d’amore dipende dal fatto che a Milano, da sempre capitale dei single, negli anni ’90 questo era l’unico punto vendita centrale aperto di domenica. Giorno in cui molti “spaiati”, troppo impegnati nel resto della settimana, facevano spesa prima delle aperture H24. Magari le prime volte è capitato per caso.

Poi col passaparola, nel penultimo decennio a.T (avanti Tinder), qualcuno è andato lì col proposito fermo di dare una svolta alla propria vita sentimentale. Fatto sta che a distanza di oltre venti anni la leggenda continua. Nel 2016 è stato organizzato addirittura un flash mob che ha radunato tra le corsie qualche centinaio di single (o sedicenti tali).

Il codice dell’ananas

Capita che in un supermercato, e quello di Papiniano non fa eccezione, uomini e donne papabili facciano anche la spesa. Ecco allora che i single milanesi in cerca di amore hanno inventato, per palesare con discrezione le proprie intenzioni, il famoso codice dell’ananas: si mette un ananas nel carrello posizionandolo nella seduta dei bambini. A dir la verità non sembra proprio una mossa astuta, visto che la seduta per bambini è proprio dove il 90% di noi che non ci ha messo il bambino, metterebbe un ananas che volesse mangiare a cena, senza sognarsi di usarlo come codice carbonaro. Quindi tener conto di questo indizio può andar bene, ma meglio andarci coi piedi di piombo se non si vuol passare per stalker. La cautela è d’obbligo in ogni caso, sia per evitare gaffes che per scongiurare il rischio di lanciare messaggi patetici di disperazione.

Il vero single, quello che oltre che vivere da solo, non ha una relazione sentimentale, è sempre un’incognita. Certo se il suo carrello trabocca di pacchi di Pampers o di Gillette Venus (tra parentesi: ma qual è la differenza tra rasoi da uomo e da donna??), è abbastanza improbabile che siano per uso personale. Però non è garantito che l’altro, quello che ha appena fatto il pieno di würstel, pane da hot dog e birrette, si sfasci ogni sera in solitudine sul divano, davanti alla partita. Magari sta solo organizzando una grigliata e a lui tocca portare i panini e la birra. In ogni caso, se fosse single, non sarebbe adatto a chi cerca l’amore eterno: con quella dieta gli verrà un ictus prima dei 40.

Il vero single, oggi come oggi, è figlio di Masterchef: potrebbe avere nel carrello una monoporzione di sushi e uramaki, oppure uova biologiche di quaglia, polenta taragna, rucola, zenzero, pomodori camone e altri ingredienti da vero gourmand. Guardare il contenuto dei carrelli serve anche a farsi preventivamente un’idea di chi abbiamo di fronte prima di buttare l’amo. Grande vantaggio, questo, rispetto ai siti d’incontri, che creano enormi aspettative puntualmente disattese al primo appuntamento vero.

Certo, è possibile anche che il maschio a caccia, faccia una spesa strategica per impressionare la possibile preda: magari ha un carrello pieno di articoli top class, che appena scambiati i numeri di telefono, abbandona in un angolo per correre al discount a far spesa prima che chiuda. Però almeno lo si può vedere in faccia e studiarlo prima di decidere se vale la pena. In più la spesa strategica si sgama abbastanza facilmente, perché è fatta solo di must have stereotipati: possibile che questo nababbo non mangi una qualunque banana, oppure che non accompagni le “escargot” con una baguette?

La Spesa dei Single

È un rimedio per i milanesi che non vogliano incorrere in equivoci e imbarazzi, oppure che vogliano comunicare in modo meno criptico le proprie intenzioni. Ma, più di tutto, è destinato a chi vive ad altre latitudini; perché se Sparta piange, Atene certo non ride e il problema dei cuori solitari ha contagiato tutto lo Stivale, senza grosse distinzioni tra grandi città e piccoli paesi.

Per venire incontro all’esigenza di mettere anche l’amore nel carrello della spesa, sul web dove ogni preghiera ottiene una risposta, è arrivato il sito laspesadeisingle.it. Come funziona? Sul sito sono elencate le province e i supermercati in cui è possibile incontrare l’anima gemella. Si sceglie quella di proprio interesse e si possono vedere i messaggi di chi dice dove e quando andrà a far spesa, oppure si può inserire il proprio messaggio e relative coordinate. C’è un solo appuntamento settimanale: il giovedì dopo le 17.30. I single che si recano lì con propositi di conquista devono legare un fiocco rosso davanti al proprio carrello.

Qual è il valore aggiunto della Spesa dei single? Rispetto a un sito di incontri, pur facilitando ugualmente un appuntamento al buio, permette di ottimizzare il tempo facendo la spesa. Certo una considerazione un po’ troppo pragmatica per chi sia in cerca di amore. Rispetto invece al famoso codice dell’ananas, o ad altre considerazioni empiriche sullo stato civile dello shopper, azzera le possibilità di equivoci evitando figuracce. Gli svantaggi? Innanzi tutto manifestare così chiaramente le proprie intenzioni e non venire poi prese in considerazione, magari dopo aver visto il formarsi di altre coppie in loco, fa sentire un po’ come la mamma di Dumbo quando vede tutte le cicogne arrivare tranne la sua. In secondo luogo se si cerca l’amore eterno e non l’incontro occasionale, lascia poco spazio al fatalismo e al gusto della conquista, sempre presenti nella formula chimica di ogni storia romantica.

Che l’obiettivo sia l’avventura o la storia di una vita, l’approccio deve essere sempre discreto e nonchalant: puoi ribaltare finché vuoi le parti, ma la grande forza della donna è sempre stata quella di fingere di farsi pescare, quando in realtà è lei a lanciare la lenza.

Un reparto che rende più facile stabilire affinità elettive è quello del cibo per animali. Di solito i gatti sono preferiti dalle single, mentre un uomo solo è più facile che abbia un cane. Ma anche questa non è una verità scientifica. Esser proprietari di animali, un po’ come essere neo-genitori, dà modo di parlare, scambiarsi le esperienze e capire se l’altro è solo o in coppia. Questo non deve indurre a inventarsi un animale inesistente: se l’abboccamento andasse in porto, poi bisognerebbe farlo scappare o sopprimerlo (verbalmente parlando). Meglio che sia un’amica ad aver bisogno dei croccantini.

Un reparto in cui il maschio italico si ritiene geneticamente più competente rispetto a noi, è quello dei vini. Anche quando non riesce a distinguere un Brunello da un Tavernello, si ritiene un sommelier per investitura divina. Fare da guida nel percorso enologico del supermercato solleticherà il suo complesso di Pigmaglione. E quale maschio italico rinuncerebbe alla mossa successiva?

Se non si ha un animale o se si è astemie e si debbano sfruttare altri reparti, serve un po’ di dissimulazione: chiedere a un uomo che sta mettendo i topinambur nel carrello come si cucinano, ci sta. Chiedere a un maschio qualsiasi come si cucinano le carote, è un chiaro tentativo di approccio. E quando a un messaggio troppo chiaro corrisponde un due di picche, l’autostima ne risente. Ma se lui non raccoglie il messaggio cifrato e si limita candidamente a spiegare come si cucinano i topinambur? Vuol dire che non gli interessa capire, e che il dardo di Cupido lo ha mancato. Meglio ritirarsi elegantemente e passare al prossimo, ora che si sanno anche cucinare i topinambur.

Secondo le statistiche, le metropoli registrano un boom di separazioni in settembre al ritorno dalle vacanze. Un paio mesi di convalescenza e torna la voglia di rimettersi in pista, tanto più che con l’avvicinarsi delle feste la solitudine pesa di più. Senza contare che in questo periodo, tra panettoni, prosecchi e festeggiamenti anticipati, la frequenza del super è quasi quotidiana. Sembrerebbe quindi che si sia entrati in una congiunzione astrale particolarmente favorevole al nascere degli amori all’ombra delle insegne della grande distribuzione. Tanto vale provarci.

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