New York, la Grande Mela in rosa nelle serie Tv

La città perfetta per l’ambientazione delle serie TV al femminile: da Sex and the City in poi ecco le più significative.

Serie Tv in rosa ambientate a New York

Una Mela spalancata, un insieme di sogni postmoderni, strade in mood woodyalleniano, topos letterari e cinematografici, suggestioni pop, food, fashion. New York sembra essere la risposta a qualunque domanda. Ecco perché è il set ideale, a tratti timburtoniano a tratti waltdisneyano, per l’ambientazione di una serie TV al femminile. Ma quali sono quelle più importanti, quelle in cui la metropoli diventa – oltre che contesto – agente concreto nelle storie in pink. Ricordate Carrie Bradshaw nel periodo in cui “stava uscendo con New York”? Perché la città la riempiva, le bastava, era una bellezza lacerante e malinconica che riusciva a occupare più consapevolmente lo spazio di un possibile flirt più o meno temporaneo. Se amate NY e amate le serie al femminile, ecco i titoli da non perdere.

Sex and the City (1998-2004): non è solo una serie ambientata a New York, è New York, i suoi locali sfavillanti, la corsa notturna su un taxi, un giro da McDonald’s in abito da sera rosa e piumato. È il junk-food, l’innumerevole sequela di mostre d’arte, eventi, presentazioni, colazioni, vibratori, svendite lampo, cene nei roof-bar, party senza nome. Carrie rispecchia la città come la città è responsabile di ciò che Carrie è. Terreno di immagini postmoderne e paradiso glam per le telespettatrici, New York non perde la propria funzione di attivatore sociale delle “nuove donne indipendenti”, che chiacchierano di sesso e lavoro davanti a un Cosmopolitan.

Ugly Betty (2006-2010): Betty la fea persa come Cappuccetto Rosso tra le strade di New York e il mondo della moda è l’irresistibile pesce fuor d’acqua a Manhattan. Capelli crespi, occhiali vistosi, look che definire “antiquati” sarebbe un eufemismo condiscono una storia ironica e divertente sui luoghi comuni e l’anticonvenzionalità dell’intelligenza in un mondo (New York) troppo stereotipato.

Gossip Girl (2007-2012): considerata dagli esperti di marketing la serie attivatrice dei comportamenti di consumo, “Gossip Girl” ha spopolato con i moduli e-commerce che preparavano look Blair-inspired. Queen B, la bruna reginetta di Manhattan, ha una migliore amica (bionda, ovviamente) che amaodia e un potenziale grande amore con cui non riesce a stare in modo stabile. Un allestimento scenico spettacolare, creazioni di alta moda e lifestyle in un set superbo non riescono a coprire i problemi dell’approfondimento psicologico dei personaggi (e, soprattutto, delle loro scelte). Ma è e rimane un cult.

Girls (2012 – in corso ): dopo lo splendore HBO di “Sex and the city”, l’emittente mette in scena la parabola newyorchese di Lena Dunham e la sua crew, un gruppo di “poco più che ventenni” che sperimentano l’amore, l’ansia e le sorprese della magica Grande Mela. Amore, sesso e amicizia in una sceneggiatura mai banale che fornisce un altro punto di vista sul mondo in rosa.

2 Broke Girls (2011 – in corso): mora working e bionda upper, due universi contrapposti in una sit-com ambientata a New York. Al centro, le due ragazze, una tavola calda e i cupcake, un dolcetto rappresentativo della moltitudine di influssi food newyorchesi. La mora Max, cameriera pratica e concreta, si scontra con il modo di fare posh della bionda Caroline, nuova cameriera dopo essere caduta in rovina dal suo scintillante microcosmo da ricca. Ma ognuna delle due ha qualcosa da insegnare all’altra.

Alice Grisa

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