La sfida della Piadina Romagnola IGP in Italia e in Germania

Piadina Romagnola IGP

Il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP mette in campo, per il biennio 2019/21, un progetto finanziato attraverso il Piano di Sviluppo Rurale della Regione che ha come obiettivo quello di promuovere il valore della Piadina Romagnola IGP e il suo legame con il territorio romagnolo, difendendone l’identità, la storia e i valori nella sua unicità ed eccellenza in tutta Europa.

Prima di tutto, quindi, occorre identificare il prodotto, la sua unicità e la sua piacevolezza, con la Romagna, il suo territorio esclusivo di produzione, difendendola da ogni imitazione. In pochi anni il Consorzio ha più che triplicato i quantitativi di Piadina Romagnola prodotti a marchio IGP, portandoli da poco più di 6.500 tonnellate nel 2014 a più di 20mila nel 2018.

Il nuovo pay off recita: “Solo sotto la luna della Romagna nasce la piadina romagnola IGP”, proprio per sottolineare l’indissolubile legame con il territorio. Ma il percorso di promozione e valorizzazione sostenuto dai soci del Consorzio coinvolgerà anche i consumatori e i buyer.

La Piadina andrà così alla conquista del web, in particolare attraverso i social network e il canale YouTube che continueranno ad affiancare i canali di comunicazione tradizionali e gli spazi informativi acquistati su quotidiani nazionali e riviste di settore.

Ma ci saranno anche eventi come il Piadina Night, un appuntamento annuale e itinerante che debutterà in questo 2019 a Rimini coinvolgendo testimonial dello sport e dello spettacolo che hanno fatto grande la Romagna nel mondo. E ci sarà anche la partecipazione a Tramonto DiVino, il tour del gusto che da 15 anni porta nelle piazza della costa e nelle città d’arte dell’Emilia-Romagna il meglio dei prodotti tipici certificati in abbinamento ai vini regionali.

Dall’Italia all’Europa con la Fiera Anuga a Colonia in programma a ottobre: la piadina sarà protagonista di una serie di presentazioni ai buyers internazionali e operatori di settore mettendo in evidenza l’unicità del prodotto e il legame con il suo territorio. In parallelo alle presentazioni in fiera sarà programmata una campagna pubblicitaria su testate specializzate di settore.

Nel 2020, poi, il Consorzio sarà presente al Cibus Parma con uno stand e al Sial di Parigi con un evento dedicato.

Piadina Romagnola IGP: il disciplinare e i numeri

Gli ingredienti della Piadina Romagnola sono semplicissimi: farina, acqua, sale, olio evo o strutto, recita il disciplinare, che poi spiega come la si crea. L’impasto suddiviso in palline o pani tondeggiati vengono lavorati con il classico mattarello o attraverso lamine meccaniche fino a formare un disco dal diametro compreso fra i 15 e i 25 cm per uno spessore da 4 a 8mm, nel caso della ‘Piada o Piadina Romagnola’ , o fra i 23 e i 30 cm per un massimo di 3 mm di spessore nel caso della ‘Piadina Romagnola alla Riminese’.

La cottura è di 3 o 4 minuti su una piastra a 200/250 gradi. Ma attenzione, perché la Piadina IGP si può produrre solo ed esclusivamente in una manciata di comuni che vanno dal Riminese, fino alla provincia di Bologna, a Sud del fiume Sillaro, in un territorio che corrisponde alla Romagna della tradizione.

Attualmente in Italia quasi il 50% della piadina prodotta è IGP, dunque è certificata. Nel 2018 sono state prodotte circa 47.000 tonnellate di Piadina, di cui 38mila per la grande distribuzione, con un incremento del +6,2% rispetto al 2017. A queste si aggiungono poco più di 8mila tonnellate equamente divise fra ristorazione e chioschi. Il valore alla produzione della Piadina in generale (Igp e non) è di 160 milioni di euro nella grande distribuzione organizzata, con un aumento del 5,5% rispetto al 2017. In particolare, nel 2014 sono state prodotte 6.768 tonnellate, nel 2016 questo numero è salito a 12.100 tonnellate, nel 2017 a 13.500 e nel 2018 è stato di ben 20.250 tonnellate.

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