Alimentazione in vacanza: quali sono i piatti più sostenibili?

Piatti sostenibili in vacanza cosa mangiare

Le vacanze spesso sono un modo per scoprire Paesi stranieri e tutte le loro tradizioni, inclusa quella culinaria. Per i “foodie” come noi provare la cucina dei luoghi che visitiamo è un piacere tanto quanto (o in alcuni casi anche di più) vedere i monumenti e i luoghi più iconici della nostra meta turistica. Fare il turista, insomma, vuol dire anche essere pronti a sperimentare a tavola.

Fondazione Barilla, insieme con l’Economist Intelligence Unit, proprio pensando ai turisti che amano provare le cucine locali, ha stato una classifica internazionale dei piatti più sostenibili dei Paesi più gettonati dai turisti. La classifica risultate dallo studio è consultabile tramite il Food Sustainability Index (FSI) e si basa sull’analisi dei piatti in base a:
Carbon Footprint: quantità di gas serra emessi per la sua produzione (espressa in grammi)
Water Footprint: litri di acqua utilizzati
– quantità di terreno necessaria per produrre il piatto.

A ogni piatto è stato assegnato un colore in base a una scala cromatica che va dal verde (che significa che il piatto è sostenibile) al rosso (che invece simboleggia un forte impatto sulle risorse ambientali). Inoltre i piatti sono stati posizionati sulla Piramide Ambientale che è uno schema grafico nel quale gli alimenti sono classificati in base al loro impatto ambientale: più è in basso nella Piramide, più è sostenibile.

Ebbene, per quanto riguarda il piatto tipico italiano, amato in tutto il mondo, ossia la pizza, il risultato è stato buono, ma non esaltante, nel senso che questa delizia si trova in una posizione intermedia, nella zona medio-bassa della classifica. Infatti, anche se da un punto di vista nutrizionale è un alimento completo, grazie al contenuto dei tre micronutrienti principali, ossia carboidrati, proteine e grassi, richiede un certo impiego di risorse per produrla. In particolare, per una Pizza Margherita “classica” con mozzarella e pomodoro, il Carbon Footprint è di 652 grammi, il Water Footprint è di 412 litri e servono 2,46 metri quadri di terreno.

Tra i piatti più green da provare in vacanza in Francia c’è l’insalata nizzarda, che si prepara con fagiolini, peperoni, tonno e uova: per una porzione da 100 grammi il Carbon Footprint è di soli 64 grammi e per questo si è meritata la classificazione con il colore verde scuro.

Se andate in Spagna non potete rinunciare alla paella, ma se volete essere un po’ più amici dell’ambiente, magari optate per quella vegetariana. In Portogallo, i piatti tipici a base di baccalà sono nella parte medio bassa della classifica, infatti per il classico Pasteis de Bachalau (crocchetta di baccalà) ci vogliono 170 grammi di CO2 per 100 grammi di prodotto, mentre con il baccalà alla brace diventano 250.

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