Pirati dei Call Center: 6 tattiche di arrembaggio

Le truffe telefoniche e come difendersi.

Truffe telefoniche - Difendersi dai Call Center

Chiamano mentre ci stiamo godendo l’idromassaggio, quando siamo in cima a una scala a dipingere il soffitto, oppure nella fase finale di cottura del riso Arborio (mai che capiti col parboiled).
Hanno sempre nomi e cognomi italiani, le cadenze quasi mai.
Si accertano di parlare con la famiglia Pinco Pallino. E anche se l’impulso sarebbe quello di mandarli a fare cose impronunciabili in campi di ortiche, siamo persone educate e pensiamo che in fondo quella persona stia solo cercando di sbarcare il lunario. Così, educatamente, rispondiamo di sì, che siamo la famiglia Pinco Pallino al completo, ma che non desideriamo niente che lui ci possa dare.
Inizia sempre così la triste storia del nostro cambio di gestore.

Truffe telefoniche: le Top 6

I Call Center - Truffe telefoniche - Come operano

Foto © Diana Varisova – Wikimedia, CC BY-SA 3.0

Il seguito della storia può prendere strade diverse, perché le tattiche di arrembaggio sono in continua evoluzione. Alcune sono degli evergreen, altre più “stagionali”. Per capire come proseguirà il racconto, vediamo quali sono quelle più in voga al momento.

1° posto – La bolletta sbagliata

Lui: “Buongiorno, sono Mario Rossi. Parlo con la famiglia Pinco Pallino? La chiamo per dirle che c’è stato un errore nell’emissione della sua ultima bolletta della luce. Le hanno fatto pagare di più”
Noi: “Eh, sì! Mi sembrava! Di solito pago sui 40 e stavolta sui 120!”
Lui: “Nessun problema signora. Deve solo prendere la fattura e facciamo lo storno. Adesso mi dia il codice cliente….ecco, adesso il suo codice fiscale. Mi conferma che è la signora Pinca Pallina? In che via abita, signora?”

Ancora per poco ma è la hit del momento. Sfrutta l’onda lunga dell’addebito di 8 mesi di canone RAI in bolletta, per frodare i distratti, o quelli che credevano che sarebbe partita a luglio, e quelli che non avevano capito niente ma che hanno effettivamente rilevato un’incongruenza rispetto alle solite cifre.

2° posto – La tariffa “rimodulata”

Lei: “Buongiorno, sono Anna Bianchi. Parlo con la famiglia Pinco Pallino? La chiamo dal suo gestore di luce e gas perché la sua tariffa è stata rimodulata
Noi: “È stata cosa???”
Lei: “È stata rimodulata. Le hanno applicato la tariffa monoraria, non lo sapeva? Però se vuole può tornare alla bioraria”
Noi: “Certo che voglio tornare alla bioraria che è più conveniente”
Lei: “Allora signora prenda una bolletta, mi dia tutti i dati che sistemiamo la modifica”

Se abbiamo deciso di aderire scientemente alla monoraria e lo comunichiamo al nostro interlocutore, possiamo star certi che rivolterà la frittata, dicendo che la rimodulazione ha riguardato, appunto, il passaggio alla bioraria.
Apriamo qui una parentesi per dire che non è vero che la bioraria è più conveniente: lo è se solo se da noi nessuno è in casa tra le 8 e le 19. Soprattutto se usiamo ferro da stiro e forno nelle “ore arancioni” la monoraria è più economica.
Chiusa parentesi, passiamo alla prossima truffa.

3° posto – Le tariffe in diminuzione

Lui: “Buongiorno signora. La chiamo dall’Autorità per l’Energia e il Gas
Noi: “Caspita che onore!”
Lui: “Sapeva che le tariffe di luce e gas diminuiranno?”
Noi: “Non lo sapevo ma mi fa piacere. Con quel che pago!”
Lui: “Ho bisogno dei sui dati per applicare le nuove tariffe”

Posto che l’Authority non va certo a chiamare a casa degli utenti, i prezzi li decide e non li applica. Non è lui a compilare le bollette del singolo consumatore e conseguentemente non ha bisogno dei dati di nessuno.

4° posto – Le tariffe in aumento

Lei: “Buongiorno signora, sono Anna Bianchi. La chiamo da… per avvertirla dei prossimi aumenti di tariffe di luce e gas”
Noi: “Ussignùr! Ancora?”
Lei: “Eh… purtroppo! Però se vuole possiamo bloccare il prezzo per due anni”
Noi: “Va bene, cosa devo fare?”
Lei: “Prenda una bolletta, signora e vediamo insieme”

Se la telefonata riguarda i fornitori di energia, chi chiama di solito si spaccia per il gestore prevalente in zona (A2A a Milano, Acea a Roma, Hera a Bologna) certo di trovarne almeno uno su due, cliente effettivamente di quel gestore che presenterà meno resistenze.
Il mercato della telefonia è invece meno territoriale e allora guardate cosa ci inventiamo.

5° posto – Fibra sempre più veloce

Lui: “Buongiorno signora, sono Mario Rossi. Chiamo da… Stiamo offrendo ai nostri clienti la nuova fibra allo stesso prezzo dell’ADSL. Mi può dare il suo indirizzo che verifico se la sua zona è già cablata?”
Noi: “Sì guardi che la mia zona è cablata da quando ancora c’era la Lira”
Lui: “Si ma adesso c’è la fibra superveloce a millemila mega. Gliela diamo allo stesso prezzo dell’ADSL. È come avere una Ferrari allo stesso prezzo di una Panda. Perché rinunciare? Mi faccia solo vedere se la sua zona è cablata. In che via abita?”

In questo caso l’operatore sa già chi è il nostro gestore. Quali magheggi riesca a fare una volta che ci ha estorto l’indirizzo non è chiaro, ma di sicuro, se insiste per averlo, un motivo c’è, ed è certamente un motivo non proprio lecito.

6° posto – Il momento del sì

Lui: “Buongiorno, parlo con la signora Pinca Pallina?”
Noi: “, chi parla?”
Lui: “È lei che si occupa della fornitura di energia/utenze telefoniche?”
Noi: “, ma non mi interessa, grazie”

Quei due sì appena pronunciati rischiano di incastrarci più di quello pronunciato sull’altare. Chiunque abbia un’esperienza minima di montaggio audio, sa che nelle registrazioni digitali, possono essere isolati e rimontati col copia/incolla sul file di una registrazione audio di assenso.
Nonostante sia un evergreen, non è uno dei trucchi più frequenti, perché richiede molto pelo sullo stomaco e un minimo di competenze tecniche, ma, pur nella sua “occasionalità”, è riuscito a far cambiare gestore di telefonia fissa, a centinaia di clienti di una compagnia di telefonia mobile.

Chiamati da un commerciale del proprio operatore, che prima di proporre la “sòla” ha voluto verificare la loro identità, e rassicurati dal fatto di giocare in casa, i malcapitati, anche se non interessati all’offerta, non hanno esitato a confermare la propria identità e dati, ritrovandosi clienti inconsapevoli anche con la telefonia fissa.

Non saranno stati solo i clienti di questa compagnia, i fedifraghi a propria insaputa, perché questi call center sono plurimandatari e, oltre a riciclare i dati forniti dalle compagnie per altri operatori, impiegano sempre lo stesso personale, che tende a reiterare il metodo truffaldino che li ha già arricchiti una volta con le provvigioni.

Truffe telefoniche: come difendersi

Difendersi dai call center e truffe telefoniche

Authority e Associazioni Consumatori hanno cercato di arginare un po’ il fenomeno, ma ci hanno fornito armi spuntate. Le compagnie multate dall’Antitrust hanno capito che comunque il gioco vale la candela. Per un utente che rescinde il contratto, avvalendosi della nullità, ce ne saranno altri dieci che, per mancanza di tempo, conoscenza della normativa o altro, lo manterranno.

L’iscrizione al Registro delle Opposizioni da sola non basta a metterci al riparo dall’immancabile telefonata medio-prandiale: se ad esempio abbiamo utilizzato un sito di confronto tra polizze assicurative, avremo notato che è impossibile ottenere i dati desiderati, senza fornire preventivamente il consenso alla cessione dei nostri dati a società terze. La nostra autorizzazione prevale sull’iscrizione al Registro.

Anche il diritto di recesso può essere esercitato entro 14 giorni se abbiamo cambiato idea. Il problema nei casi appena visti è l’idea di aver cambiato gestore che manca. Spesso ce ne accorgiamo solo quando arriva la nuova bolletta.

Il fatto che il contratto non sia valido se l’adesione è solo telefonica, e che si possa tornare al proprio gestore in ogni caso di qualsiasi violazione delle norme del Codice di Consumo, implica comunque che ci sarà addebitato sia il costo di disattivazione della linea (eliminato dal Decreto Bersani, ma riproposto con nomi di fantasia) sia della successiva riattivazione; senza contare i tempi tecnici necessari a volte non immediati. In ogni caso subiremo perdite di tempo e fastidi che, se possiamo, è meglio evitare.

Posto che non avremo mai la certezza di essere al riparo dalle truffe telefoniche, possiamo solo cercare di prevenirle. Ecco qualche suggerimento su come fare.

Un trucco che funziona molto bene nel caso della telefonia è quello di dire al nostro interlocutore di avere appena aderito a una promozione di un gestore e di essere vincolati per un anno, invitandolo semmai a chiamare alla scadenza. Per non farci cogliere impreparati, pensiamo a una tariffa molto vantaggiosa ma credibile. Di solito, soprattutto se gli operatori chiamano dall’Italia, desistono subito.

Se invece parliamo di energia, dove le tariffe sono più varie e oscure, possiamo dire di avere studiato le tabelle di comparazione e verificato che il Mercato di Maggior Tutela è il più conveniente al momento. Già questo ci fa inquadrare come persone non del tutto sprovvedute e meno suscettibili di farsi fregare. Se rilanciano con l’argomentazione degli aumenti futuri, diciamo che preferiamo rischiare in futuro, piuttosto che pagare di più da subito.

Evitare sempre di pronunciare dei “Sì” netti. Usare delle espressioni equivalenti. Alla inevitabile domanda “Parlo con la famiglia Pinco Pallino?” possiamo rispondere con un “mi dica” oppure rilanciare chiedendo noi con chi stiamo parlando. L’affermazione è implicita, ma non viene pronunciata.

Evitare di fornire a chiunque, fosse anche Gesù Bambino in persona, non solo il codice cliente, ma anche la data di nascita e residenza. Ovviamente la raccomandazione è riferita a quando veniamo chiamati, e non a quando siamo noi a chiamare il gestore, che ha necessità di identificarci. Ricordiamoci che, nel caso di chiamate di servizio da parte di quest’ultimo, gli impiegati hanno tutti i nostri dati senza bisogno di chiederceli.

Se ci viene richiesto il nostro indirizzo per verificare se è presente la fibra nella nostra zona, diciamo di sapere per certo che è presente. Sempre che non siamo noi a volerci togliere la curiosità. In questo caso meglio se diciamo di abitare “vicino a…” senza fornire l’indirizzo esatto, tanto i quartieri non vengono cablati a segmenti.

Spieghiamo anche a mamme, nonni, vecchi zii o vicini troppo fiduciosi, alcuni dei trucchi che usano per adescarci. Tante persone soffrono di solitudine e una voce amica è sempre gradita, ma spieghiamo loro che meno corda danno all’interlocutore, meno ne avrà per impiccarli.
Speriamo così che la storia dei Pirati dei Call Center possa avere un lieto fine.

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