Iperconnessione e salute mentale - Info piani tariffari
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La salute mentale e l’iperconnessione: come la tecnologia influenza l’ambito psicologico

Iperconnessione e salute mentale - Info piani tariffari

Negli ultimi anni si è spesso sentito parlare di slow living, uno stile di vita che propone un approccio più lento e rilassato alla quotidianità. Vivere lentamente significa assaporare ogni istante della giornata, è un concetto che rimanda al principio buddhista del sati, l’attenzione consapevole, che permetterebbe di comprendere il reale valore morale delle nostre scelte e delle situazioni che viviamo. Tuttavia, la società moderna richiede enormi sforzi e la possibilità di dedicarsi ad una vita più semplice appare paradossalmente complicata. La pandemia, nonostante abbia in apparenza rallentato i ritmi quotidiani, non ha di certo aiutato questa causa. Webinar e Zoom meeting costanti, social network come unica opportunità di socializzazione, l’uso generale delle nuove tecnologie in modo non sano hanno tutti contribuito ad alimentare un malessere sociale che si è riversato sulla nostra salute mentale, un’iperconnessione che sta causando non pochi danni.

La pandemia ci ha dato la possibilità di riconsiderare alcuni aspetti della nostra vita. Se prima si fuggivano gli ambienti sociali preferendo un sabato sera fatto di divano e serie TV, ora si pensa con nostalgia alle discoteche affollate e ai locali minuscoli. Lo smart working e la didattica a distanza hanno costretto alla ridefinizione degli spazi comuni e del concetto di condivisione. Addirittura, stando in casa la maggior parte del tempo sono anche cambiate le esigenze nell’ambito dei piani tariffari. Eppure, se fino a pochi anni fa si parlava di dipendenza dalla tecnologia solo in riferimento alle nuove generazioni, la pandemia ha cambiato anche questo, costringendo la comunità scientifica a richiamare l’attenzione sull’impatto che l’uso estensivo di device tecnologici può apportare alla salute mentale.

L’iperconnessione riconduce a disturbi del sonno e dell’attenzione, a sbalzi di umore, a uno sviluppo di una forte ansia sociale e alla creazione di relazioni conflittuali con se stessi e gli altri. Passare la giornata davanti a un PC genera anche problemi di tipo fisico, andando ad affaticare costantemente occhi e schiena, aumentando il rischio di conseguenze legate ad una vita sedentaria. Lo smartworking e la DAD, che all’inizio avevano dato la parvenza di far risparmiare tempo prezioso, si sono rivelati in alcuni casi una prigione tecnologica fatta di orari di lavoro e studio non rispettati, di sensi di colpa e assenza d’indipendenza. A questo si somma il fatto che, soprattutto per i più giovani, la maggiore fonte di socializzazione passa spesso attraverso uno smartphone, con il risultato che anche durante il tempo libero gli occhi restano puntati su uno schermo. Tutte queste dinamiche possono condurre ad un senso di alienazione dalla realtà, ad una tendenza alla comparazione sociale con conseguenti stati depressivi e ad un’anestetizzazione emotiva che risultano in alcuni casi in quella condizione che in psicologia è conosciuta come burnout da sovraccarico cognitivo. Un rischio enorme per la nostra salute mentale.

Lo stress derivante dai ritmi ferrati che la società moderna ci impone non deve essere sottovalutato, ma inteso come un campanello d’allarme da parte del nostro cervello. Una negligenza del genere può portare a gravi problematiche fisiche e sociale che si possono ripercuotere sull’intera vita di una persona: prendersi cura della propria salute mentale diventa quindi un vero e proprio dovere nei nostri confronti. Da un’indagine effettuata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) è emerso che nell’ultimo anno 8 italiani su 10 hanno subito una forte pressione psicosociale nell’ambito della gestione familiare, del lavoro e della quotidianità. Seppure questo potrebbe sembrare un dato allarmante, la crescente richiesta di supporto psicologico fa ben sperare in una presa di coscienza collettiva, nata forse proprio grazie alla pandemia, riguardo l’importanza di preservare la propria salute mentale.

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