Smettere di russare si può

Messa a punto la “tecnica delle tende a pacchetto” per risolvere il problema della roncopatia.

Le mogli sono le principali “vittime” della roncopatia, meglio nota come russamento. Recenti statistiche hanno infatti rilevato che a russare è il 40% delle donne e il 60% degli uomini.

Dormire accanto a un russatore abituale, rappresenta un vero e proprio problema, soprattutto quando si passa la notte in bianco a causa del, non di certo soave come un usignolo, suono di un palato che vibra.
E non ci sono coperte o cerottini che tengano: infilarsi sotto le lenzuola o sotto il cuscino non attutisce di molto il disturbo e i cerottini applicati sul naso del russatore non sempre funzionano.

La causa della roncopatia si deve alla difficoltà del passaggio dell’aria nelle vie respiratorie ed è la conseguente vibrazione dei tessuti molli a provocare il fastidioso suono. Ipertrofia delle adenoidi o delle tonsille, congestione nasale, sovrappeso, ma soprattutto ipotonia della lingua possono impedire il flusso dell’aria.

Per scongiurare il pericolo di lunghe notti insonni a milioni di persone, il professor Mario Mantovani dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, ha concepito una nuova metodica già sperimentata su 25 pazienti.
Si tratta della tecnica delle tende a pacchetto che permette di inserire nell’ugola e nel palato molle speciali fili di sutura annodati che evitano la vibrazione e quindi il rumore dei tessuti, anziché  asportare le tonsille, recidere parzialmente l’ugola e il palato molle, come nei tradizionali interventi.

Non ci sono effetti collaterali, anche se per ora l’intervento può essere effettuato al russatore semplice o che abbia apnee notturne, in anestesia generale e solo se deve effettuare la rimozione delle tonsille o la correzione del setto nasale.

L’uso di fili speciali che non richiedono di essere annodati permetterà in futuro un intervento meno invasivo e per questo eseguibile in anestesia locale. Il Dr. Mantovani riporta inoltre i risultati positivi riscontrati nei 25 pazienti il cui unico disagio è stato il rigonfiamento del palato per le successive 36 ore dall’intervento.

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