Soffi sbarca a Perpignan! Una stagista italiana in terra straniera

La prima puntata delle avventure di Soffi a Perpignan: l’arrivo nella città di Lady Oscar e che Salvador Dalì ha definito “il centro del mondo”.


Ebbene sì, il grande salto è stato fatto! In questo momento scrivo il diario dalla mia nuova cameretta francese, in una casa piena di estranei, in una città che non è la mia, e dove tutti possono parlare con la erre moscia senza essere presi in giro.

Cosa ci faccio in Francia?
Bene, partiamo dal presupposto che me lo chiedo anche io spesso, soprattutto nelle ultime 48 ore circa (da quando ho messo piede a Perpignan, la mia nuova città)
La verità è che sono una ragazza italiana come altre, laurea in tempissimo, con il massimo dei voti, in un settore senza speranza: le relazioni pubbliche… immaginate la  faccia dei miei conterranei pugliesi quando spiego di cosa si tratta.
Comunque, nonostante tutto, io continuo a crederci nelle PR… il problema è che non ci credono gli altri! Quindi, dopo due anni di affannosa (e, diciamolo, vana…) ricerca di un impiego dignitoso, mi ritrovo in Francia a intraprendere una nuova esperienza di stage che dovrebbe almeno fruttarmi due righe in più sul curriculum.
Così ho impacchettato il minimo indispensabile, salutato le persone che contano di più nella mia vita e mi sono catapultata in una nuova dimensione, carica di vestiti e speranze.

Quando qualcuno vi parla di uno stage in Francia, quale città viene in mente? Parigi, ovviamente, centro nevralgico della moda, della comunicazione, della nouvelle cousine, o, al massimo, se non vogliamo puntare alla capitale, Marsiglia o Lione, mete di centinaia di studenti Erasmus.

E invece qual è stata la destinazione appioppatami? Una certa Perpignan, al confine con la Spagna, che solo i veri appassionati di cartine geografiche possono conoscere! Credo che Wikipedia nel parli solo per compassione e che persino i francesi a volte si domandino dov’è.
Ma nella mia testa sono prevalsi i  buoni presupposti e mi sono detta (più che altro per autoconvincermi): è la città di Lady Oscar, risente dell’influenza catalana, è una città piena di universitari…
Così, scetticismo a parte, sono partita quasi di buon grado per la città che Salvador Dalì ha definito addirittura il “centro del mondo”.

Un viaggio interminabile, intrapreso alle 06:30 da Brindisi e concluso, dopo vari scali e mezzi di trasporto, alle cinque del pomeriggio, con una massiccia dose di xamamina nel sangue, e finalmente giungo a destinazione! Un veloce giro di ricognizione della casa e della scuola e poi, assieme ai coinquilini, ci avventuriamo nel centro della cità, armati di curiosità e suspence.
Ok, era domenica, ok siamo a gennaio, ok domani si lavora… ma questo non spiega il desolante e inquietante deserto davanti ai nostri occhi!
A un certo punto ho creduto di veder apparire qualche balla di fieno, in perfetto stile western! Poi sono comparsi i primi esseri umani, impegnati in attività alquanto anomale: chi cercava nella spazzatura, chi si avvicinava per chiedere qualche euro, insomma non proprio le famiglie con bambini o i ridenti studenti che si erano prospettati nella mia mente.

Ho immediatamente mandato una segnalazione al mio cervello, chiedendogli di depennare assolutamente qualsiasi idea di tour serale in solitudine e ho ringraziato il caro Salvator Dalì per la sua recensione del posto: a volte gli artisti sono davvero troppo eccentrici per essere credibili!

Aspettiamo che arrivi il giorno, magari qualche universitario spunta fuori…
Ma ho i miei dubbi, mi biasimate?
Incrociando le dita, buonanotte.

Soffi nel paese delle meraviglie

Ecco cosa ho visto nel primo giro turistico della città

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