Tatuaggi a prova di pentimento: i consigli della tatuatrice dei vip

Olivia Fercioni dello studio Queequeg Tattoo di Milano ci dice tutto sui tatuaggi.

Farsi tatuaggi e non pentirsene

Ragazze, state già preparandovi per l’inevitabile e tanto temuta prova bikini? Bene. Mentre per alcune di voi questa fase si concretizza in un programma di dieta e palestra, magari con l’aggiunta di qualche lampada o weekend al mare per non sembrare Casper quando calerà il pareo, scommettiamo che altre stiano già pensando di aggiungere ai risultati ottenuti il tocco glamour di un tatuaggio nuovo di zecca. Vale allora la pena di ricordare che, al contrario di addominali scolpiti e tintarella, che vanno e vengono (almeno per le più sfortunate di noi), il tatuaggio sarà forse l’unico fedele compagno di tutta la nostra esistenza. È quindi una decisione che va ponderata con la massima accortezza, perché, sappiatelo, contrariamente a quanto si racconta, dal tatuaggio non esiste divorzio definitivo e soprattutto indolore.

Per guidarvi nella decisione di tatuarvi senza pentirvene e senza rischiare la pelle, ci siamo rivolte a Olivia Fercioni. Bionda e bella, ben lontana dalla figura del tatuatore trucido dell’immaginario collettivo, Olivia collabora con il padre Gianmaurizio, nello storico studio-museo milanese Queequeg Tattoo in Brera, primo tatto studio in Italia, aperto nel lontano 1967. Qui, da anni si assiste a un viavai di grandi nomi della musica, dello sport e del panorama cine-televisivo.

Per evitare di scivolare nel gossip, non chiediamo a Olivia quali vip abbia tatuato, ma proviamo piuttosto a carpire i segreti che possano rendere la convivenza col tatuaggio un’eterna luna di miele.

Olivia e Gianmaurizio Fercioni di Queequeg Tattoo

Olivia e Gianmaurizio Fercioni di Queequeg Tattoo

Partiamo dal fattore sicurezza: è vero che su questo punto sappiamo oggi molto di più ma siamo certe che un ripassino non possa fare male.

Quali sono gli elementi da controllare per evitare infezioni o reazioni indesiderate?
L’attrezzatura deve essere monouso o sterilizzata. Gli aghi devono essere assolutamente monouso, vanno aperti in presenza del cliente, devono essere sigillati in una confezione sterile e, ovviamente, non richiudibile. I puntali – se non in plastica e monouso – devono essere sterilizzati in un apposito spazio; in più il tatuatore al momento del tatuaggio dovrebbe indossare dei guanti monouso. I colori usati devono avere la Certificazione Europea e, in studio, deve poter essere consultabile la scheda colori con relative scadenze. I colori, per ogni tatuaggio, devono essere versati in “tappini”, piccoli contenitori di plastica, sempre monouso

Ma la sicurezza non basta quando si parla di qualcosa di irreversibile come un tatuaggio. Olivia appartiene a una élite di professionisti per cui il tatuaggio non è solo la moda del momento da cavalcare per far business, ma una vera e propria filosofia di vita. Questa “setta” di tatuatori si distingue per l’adozione di un “decalogo”, qualcosa che va oltre il mero codice deontologico, che ha delle regole precise dettate, non solo dalla necessità di preservare l’integrità e la correttezza della categoria, ma anche dalla conoscenza della volubilità umana. Meglio rinunciare a un cliente oggi, che ritrovarselo pentito alla porta domani, mentre ci prega (inutilmente) di cancellargli il teschio che si era fatto in un momento di ebrezza alcolica, oppure il nome dell’allora tanto amato fidanzato che adesso vedrebbe bene sotto le ruote di un SUV.

Quali sono le regole inderogabili a cui, chi aderisce a questo decalogo, si attiene?

Costato e piedi sono i punti più dolorosi da tatuare

Costato e piedi sono i punti più dolorosi da tatuare

I minorenni non andrebbero tatuati. Per poterlo fare è necessario avere il consenso scritto e firmato da entrambi i genitori (con relative fotocopie dei documenti) ed è necessaria la loro presenza al momento del tatuaggio.

Il volto, le mani, il collo e i piedi non andrebbero tatuati. È vero che oggi c’è questa grande moda di tatuarsi e di farlo ovunque, ma il tatuaggio è una cosa seria e non va fatto per moda, ci si potrebbe veramente pentire. Il tatuatore sa che il tatuaggio su mani e piedi si rovina più facilmente e, in certe zone, tende a cancellarsi o rimanere decisamente bruttino. Il tatuatore sa anche che queste zone, con il collo e il volto, sono quelle con cui noi ci presentiamo (possiamo dire che si cambiano i connotati), e sono quelle parti che noi vediamo più spesso.
I rischi, quindi, sono tanti: ci si potrebbe pentire (c’è una alta percentuale che lo fa) e si rischia anche di perdere il lavoro… Non proprio a tutti piace essere serviti da demoni che spuntano dalla gola e non a tutti piace dar lavoro a qualcuno che potrebbe non piacere. Per concludere, il tatuatore è a conoscenza di tutte queste informazioni e dovrebbe fornirle al cliente, dando la meritata importanza alla pelle e a queste zone più rischiose e delicate.

Gli indecisi non vanno convinti a essere tatuati: gli indecisi vanno convinti a capire se vogliono davvero farlo, con tutti il tempo che serve. Non è mai tropo tardi per tatuarsi e il tatuatore non può prendere sotto gamba queste situazioni. Non si possono fare soldi sulle pelli degli altri.
Scontato, ma mai inutile dirlo, e sempre per la stessa responsabilità che dovrebbe sentire sulle sue spalle un tatuatore, non si andrebbero mai tatuate persone ubriache o sotto effetto di droghe: potrebbero non sapere quello che stanno facendo.
Bisogna fare attenzione a chi tatuerebbe qualsiasi cosa a chiunque!



Ci sono soggetti che vi rifiutate di tatuare?
Il rifiuto totale di tatuare qualcosa ad un cliente, in realtà, sta diventando un fenomeno sempre più raro da noi. Questo è dovuto anche a una minore richiesta di soggetti “critici”. Sicuramente preferiamo non tatuare simboli rischiosi come quelli politici, soprattutto se appartenenti ai punti dolenti della storia. Ci sono altri soggetti che ci “rifiutiamo” di tatuare ma si tratta di disegni poco adatti al tatuaggio, o magari bruttini; questi però non ci rifiutiamo di farli: li ridisegnamo perché funzionino e, la maggior parte delle volte, il risultato piace molto di più dell’idea iniziale.

Il tatuaggio si cancella: vero o falso?

I tatuaggi a colori sono i più difficili da cancellare

I tatuaggi a colori sono i più difficili da cancellare

Ormai ci sono macchinari abbastanza avanzati da rimuovere i tatuaggi, anche se non completamente, senza lasciare grosse tracce. Questo, però, non deve esser preso in considerazione quando ci si tatua. I tatuaggi in nero ormai si cancellano completamente, è difficile che rimangano grandi segni. I tatuaggi a colori sono più difficili da togliere perchè, per la rimozione, viene usato un laser che brucia il pigmento. Più il pigmento è in contrasto più è facile rimuoverlo. Ovviamente ci sono i contro della rimozione: costa molto, quasi sempre sono necessarie diverse sedute (a seconda della dimensione del tatuaggio) e sembrano anche essere piuttosto dolorose. Ben più di un tatuaggio.

Oggi spesso ci si tatua più per moda che per convinzione. Puoi aiutarci a capire quali sono i punti fondamentali da tenere in considerazione quando si prende una decisione come questa?
Tatuarsi non è come mettersi un vestito, ma “scriversi” qualcosa sulla pelle. Purtroppo l’esplosione della moda per il tatuaggio ha fatto sì che la decisione di scriversi qualcosa addosso perdesse molto peso e venisse presa con troppa leggerezza. Oggi ci sono ragazzi poco più che ventenni, tatuati dal collo (se non dalla faccia) fin sotto i piedi, io non riesco a capire come facciano ad avere tante cose da raccontare, loro, quando nemmeno il lupo di mare più coraggioso e avventuriero, o il più vecchio e saggio Re Maori sarebbero riusciti a star loro dietro. Cercherò allora di riassumere delle regole, alcune già accennate, utili per non pentirsi di quello che scriveremo sul nostro personale “diario di bordo”.

1) Non puntare al risparmio
Una regola importante per il cliente è quella di non puntare al risparmio: magari l’amico dell’amico conosce uno che viene pure a casa e – pensa! – costa un quinto di quell’altro in tale zona… Ecco, assicuro a chiunque, che lavorare in uno studio mi fa rendere conto di quante vittime di questi specialisti di “home delivery” arrivino cercando una soluzione per sistemare dei danni non indifferenti. Oggi i tatuatori sono tantissimi. Per poter tatuare basta un attestato igienico-sanitario (rilasciato dopo aver seguito il corso e superato l’esame) ma non serve saper disegnare.

2) Scegliere bene “la mano” del tatuatore

Scelta del tatuatore

Scegliere bene la mano del tatuatore è importante tanto quanto la sicurezza

Prima di tutto bisogna informarsi, soprattutto se non si conosce nessuno del settore e se si è ai primi tatuaggi. Informarsi non vuol dire solo consultare internet, ma fare un paio di chiamate o, meglio, farsi un giro nei tattoo studio che hanno suscitato più interesse. È importante vedere lo stile e la mano di chi vi tatuerà (quale studio, al giorno d’oggi non ha qualche foto dei tatuaggi fatti?). La sicurezza è importantissima ed evita possibili – anche se difficili – ripercussioni, ma anche avere un tatuaggio che piace ha la sua grande importanza, visto che resterà per sempre.

3) Scegliere bene dove posizionare il tatuaggio
La scelta è qui intesa in due sensi: estetico e “fisico”. Se la vostra soglia del dolore è abbastanza bassa, per evitare di scoprirlo “sotto i ferri”, è bene sapere già da ora che le parti più dolorose da tatuare sono il costato e i piedi.
Dal punto di vista estetico, invece, come già si diceva, il tatuaggio su mani e piedi si rovina più facilmente e su viso e collo è difficile da nascondere.
Se la posizione del tatuaggio non convince bisogna dirlo al tatuatore, SENZA COMPLIMENTI e prima che inizi a tatuare… Una volta iniziato, o terminato, è decisamente critico spostare o modificare un tatuaggio. Ovviamente i tatuatori dovrebbero essere in grado di aiutare a posizionare il tatuaggio anche in base all’anatomia del corpo senza che sembri una toppa messa a caso. Ogni tanto ascoltare i suggerimenti può far comodo ma non bisogna dimenticarsi su chi resterà il tatuaggio.

4) Scegliere un soggetto che abbia un significato per noi
Per scegliere un tatuaggio é importantissimo non seguire le mode e i tormentoni: quelli passano mentre il tatuaggio rimane. I tatuaggi non sono stickers. Scegliere sempre soggetti che ci piacciono e che significano qualcosa per noi. Se non si trova il disegno giusto, bisogna chiedere al tatuatore di disegnarlo nello stile che si vuole. Se é bravo saprà farlo. Spesso aiuta dare delle immagini di esempio . Ascoltare i consigli degli amici va bene ma bisogna essere certi in prima persona del disegno, della posizione e di tutto quello che riguarda il tatuaggio. Bisogna pensare bene prima al tatuaggio per non pentirsi dopo, e anche in questo il tatuatore ha un ruolo importante che NON È scegliere il soggetto per il cliente ma, piuttosto, aiutarlo a capire se e cosa vuole.

5) Ricordare che il tatuaggio invecchierà con noi e con la nostra pelle
Il tatuaggio non deve essere una scelta estetica. Quando si decide di fare un tatuaggio si deve accettare il fatto che invecchierà, si modificherà e forse diventerà meno leggibile. Bisogna saperlo, e imparare ad amarlo per quello che é… un po’ come dovrebbe essere sposarsi, insomma.
Le deformazioni del tatuaggio sono abbastanza inevitabili. Alcuni vengono in studio a ritoccare vecchi tatuaggi o a coprirli con qualcos’altro, e si può fare (ovviamente a seconda del tatuaggio da ripassare, modificare o coprire). Ma anche quello che verrà fatto dopo si modificherà, con gli anni.
Anche quando si dimagrisce sensibilmente il tatuaggio segue esattamente il movimento della pelle, che é elastica, e, in certi casi, si deforma o si smaglia (se lo fa la pelle). In questi casi, però, la maggior parte delle volte si può ritoccare e sistemare.

Tatuarsi il nome del fidanzato: chi è scaramantico dice che porta sfortuna

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6) I dettagli fitti e piccoli nel disegno si rovinano prima
I tatuaggi che si “rovinano” prima, o meglio, che diventano meno leggibili, sono quelli con i dettagli più fitti e piccoli, con le linee molto vicine. L’inchiostro resta sempre liquido sotto la pelle. Con gli anni tende a spandersi un po’, e le linee, quindi, tendono ad allargarsi. Se le linee sono troppo vicine rischieranno di unirsi (ovviamente non si parla di uno o due anni, ma di dieci o più). L’importanza di trovare un bravo tatuatore sta anche in questo: i tatuaggi più superficiali e ben fatti, tendono a resistere di più. Dando meno profondità all’inchiostro, se ne usa meno, e avrà meno profondità su cui espandersi, incontrando meno capillari e, semplicemente, meno superficie.

7) I simboli politici e ideologici
L’esagerata moda del tatuaggio ha sdoganato molti soggetti che, in realtà, sarebbe meglio non tatuarsi, ad esempio i simboli mafiosi. Anche i simboli politici e ideologici sarebbero da evitare.
Molte persone non sanno che i tatuaggi urtano anche la sensibilità dei meno sensibili. In diversi si son fatti coprire i loro simboli in seguito ad aggressioni verbali o fisiche, o anche solo per essersi pentiti della scelta forte che avevano fatto.

8) Il nome di fidanzati/e (e amanti)
Sconsigliamo anche di tatuare il nome del/la fidanzato/a o i soggetti simili: chi é scaramantico dice che porti proprio sfortuna.

In conclusione, bisogna sempre e comunque affidarsi ad un professionista qualificato ma, prima di tutto BISOGNA ESSERE SICURI DI VOLERE IL TATUAGGIO #enonsmetteròmaidiripeterlo.

Olivia Fercioni con il tatuaggio fattole dal padre Gianmaurizio

Facciamo un test per vedere quanto sei coerente con quello che ci hai appena consigliato: raccontaci i tuoi tatuaggi…
Premetto che ho sempre sentito il tatuaggio in maniera molto personale e tribale, come protezione, non come vezzo. Quelli che ho, li sento come dei compagni sempre presenti e che, in qualche modo, mi danno forza ricordandomi le difficoltà superate e, soprattutto, ricordandomi l’ironia con cui ho provato a superarle.

I soggetti, ovviamente, li ho scelti io, in base al mio gusto, a quello che amo da sempre, al mio carattere, e in base a quello che, sicuramente, non sarebbe cambiato: il mio passato. Ho una paprika vicino al polso destro. Chi mi conosce sa che si chiamava così la mia bassotta, con cui son cresciuta. Quando la sua lunga vita é finita ho voluto ricordarla sulla mia pelle, senza scriverne il nome. Penso che si possa sempre trovare un simbolo che rappresenti quello che vogliamo. In realtà, poi, il nome l’ho scritto anni dopo. Ma questa è la storia del padre tatuatore che insegna alla figlia l’importanza della pelle, mettendo alla prova la sua convinzione e la sua pazienza.

Poi, in seguito a due grossi problemi di salute, ho convinto mio padre a tatuarmi due bellissime rane (illustrazioni giapponesi del 1800) che mi accompagnassero facendo una strana danza di buon auspicio.
Gli altri tatuaggi che ho sono dietro un orecchio, un simbolo di protezione delle donne delle Isole Marchesi. Sono tatuaggi e culture che mi affascinano da quando sono bambina, in particolare questo soggetto che, dopo esser diventata maggiorenne, ho scelto come protezione e di “iniziazione” da parte di mio padre al mondo del tatuaggio. Poi ci sono due banalissime stelline: la prima (anche primissimo e prematuro tatuaggio) è una mia -anche stupida- trasgressione da adolescente e, l’altra, me la sono fatta a mano da sola, sempre da ragazzina… per provare. Lo confesso: qualche errore di “gioventù” l’ho fatto anch’io!

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