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This Beautiful Fantastic, Simon Aboud firma una favola moderna

Recensione This Beautiful Fantastic Simon Aboud

La recensione e il trailer.

Recensione This Beautiful Fantastic Simon Aboud

Bella Brown vive in un favoloso mondo tutto suo: cresciuta da una famiglia di anatre, ha un disturbo ossessivo compulsivo e teme la natura e i cambi repentini meteorologici. Il suo vicino di casa è il burbero Alfie Stephenson, poco cortese con lei e con il povero “schiavo”, il suo cuoco irlandese, il ragazzo-padre Vernon.

Bella sogna di diventare una famosa illustratrice di libri di bambini e ottiene un lavoro nella biblioteca cittadina, gestita dalla scorbutica signorina Bramble. Qui incontra Billy, un inventore, appassionato di arte italiana. Fra Bella e Billy è colpo di fulmine, ma la ragazza ha qualche problema a lasciarsi andare.

Inoltre deve pensare al giardino di casa sua, se non se ne prenderà cura, sarà sfrattata. Mentre il cuoco Vernon la vizia cucinando delizie per lei, Bella inizia a prendersi cura del suo giardino con qualche difficoltà e sarà un libro a farle cambiare idea, un libro molto caro al burbero Alfie.

This Beautiful Fantastic, scritto e diretto da Simon Aboud, è una favola moderna, ben scritta, ben diretta e ben interpretata. Bella Brown ha il bellissimo volto di Jessica Brown-Findlay, indimenticata Lady Sybill di Downton Abbey, e divide il ruolo con il sempre all’altezza Tom Wilkinson, un docile Andrew Scott e la stella in ascesa Jeremy Irvine.

Simon Aboud porta sullo schermo una favola in stile Amélie per il suo secondo film da regista dopo Comes A Bright Day, inedito in Italia. This Beautiful Fantastic è distribuito dalla neonata AMBI Media Group.

This Beautiful Fantastic, regia di Simon Aboud, con Jessica Brown-Findlay, Tom Wilkinson, Andrew Scott, Jeremy Irvine, Anna Chancellor. Al cinema dall’11 maggio 2017.

Chiara Laganà
Giornalista professionista dal 2007, appassionata di cinema, sport, serie TV. Si è innamorata della settima arte guardando un film di Truffaut e delle serie TV perdendosi nei corridoi della Sterling Cooper e del County General Hospital di Chicago.

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