Tra il sex, il trend e la city: le serie tv che parlano di moda

Da Sex and the City a Cherry Season, ecco le serie tv sulla moda da non perdere.

Serie Tv che parlano di moda

In un rimescolamento (post)moderno è il Coniglio Bianco a seguire (su Instagram) la new Alice che, cresciuta a spot televisivi, bollicine e Forbes, sa che il Paese delle Meraviglie sottosta al conteggio follower e a tanti filtri: Juno, Mayfair, Amaro o cagnolini snapchattiani. Nel 2000 i diavoli vestono Prada, Dolce e Oscar della Renta e le serie TV non possono fare a meno di raccontare quel mondo di splendori e ossessioni, dove fioriscono clutch, amori patinati e outfit impeccabili. La terra di mezzo tra moda e serialità è uno script pronto a cavalcare l’onda dei possibili incroci in cui le storie si vestono di style to steal. Ecco cinque serie TV che parlano del fashion system, di aspiranti modelle o stiliste, di sogni espressi intorno a un paio di Manolo.

Sex And The City: non si limita a “parlare di moda”, qui la moda è testo, contesto e ipertesto. Le scarpe di cui parla Carrie nel celebre episodio “Diritto alle scarpe” (quando le smarrisce a casa di un’arrogante mamma di Manhattan) sono una parte di lei, qualcosa a cui non può e non deve rinunciare. Un paio di Jimmy Choo, viatico per la libertà femminile di “non essere” quello che tutti si sono sempre aspettati tradizionalmente, acquistano una valenza simbolica. L’addiction della protagonista (e delle sue amiche, esulando dalla sobria e asciutta Miranda) al fashion è costruzione simbolica di significati e preziosa chiave di comprensione dei personaggi.

Ugly Betty: cosa potrebbe c’entrare “Betty la cozza” con la moda? Il suo guardaroba è meravigliosamente spaventoso e il suo aspetto è l’emblematico opposto di quello composto, trendy e sofisticato delle modelle o fashion editor. Ma Betty ha un’attitudine al problem solving che è straordinaria e – purtroppo per le fashioniste incallite – nel sistema occorre anche quello. Il lavoro sugli opposti rende la serie originale, divertente e piena di spunti ironici sui costumi sociali.

Gossip Girl: capolavoro del marketing anni 00, la serie TV della Cw è un palcoscenico alternativo a quelli delle sfilate newyorchesi, parigine e milanesi. Le protagoniste Blair e Serena sembrano cover girl di Vogue e sfoggiano outfit in grado di far girare l’economia (per i soliti meccanismi di emulazione spettatoriale) più di una giornata in Borsa. Lo stile bon-ton di Blair (cerchietti, fiocchi, ballerine, collant e gioielli Tiffany) si contrappone a quello più rebel di Serena (leggins, blazer colorati, articoli in pelle, tacchi vertiginosi) costruendo le due anime modaiole (oltre che caratteriali) dello show.

Scream Queens: sapevate che il cappuccino alla zucca bollente è un must? Chanel Oberlin, con il suo gigantesco guardaroba brandizzato quasi per intero dall'”amico di famiglia” Karl Lagerfeld, è spunto ironico per la costruzione del new genere ironic-fashion-splatter della serie TV di Ryan Murphy. Per la prima volta (un po’ come accadeva in Bling Ring) la moda diventa strumento di parossismi glam-trash ed elemento per una sgargiante ironia. Le pellicce, gonne, orecchini e felpe delle protagoniste Chanel e amiche (Chanel 2, Chanel 3 e così via) sono prontamente acquistabili su un’infinità di piattaforme come Forever21. La costumista ha creato gli armadi delle attrici attingendo soprattutto alle catene di fast-fashion.

Cherry Season: il TV drama turco, diverso dagli show veloci e smart della TV americana, sta vivendo una stagione di boom soprattutto nelle esportazioni. In Italia nel giugno 2016 è arrivata la storia di Oyku, ventenne di Istanbul con il sogno di diventare stilista. Riuscirà a entrare nel mondo della moda per il suo grande talento ma si accorgerà a sue spese (e per colpa dell’amica-nemica Seyma) che si tratta di una strada piena di trappole e ostacoli.

Alice Grisa

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