Vacanze active: dove fare canyoning in Italia e quale attrezzatura serve

Canyoning in Toscana

Per gli amanti delle vacanze active, sempre desiderosi di vivere nuove ed entusiasmanti avventure e di esplorare luoghi nuovi a cui legare ricordi indelebili una buona idea è quella di andare in un posto in cui praticare canyoning, anche detto torrentismo. È uno sport che si pratica in gruppo ma, sebbene non sia considerato “estremo”, è comunque pericoloso e occorre dunque essere ben preparati e soprattutto seguire scrupolosamente le indicazioni per evitare di cacciarsi in situazioni difficoltose.

Per chi non lo conoscesse, è bene sgomberare subito il campo da un equivoco molto diffuso: il canyoning non ha niente a che fare con la canoa, il kayak o il rafting, perché in questo caso non si usano gommoni né canoe, ma solo i propri piedi per percorrere i torrenti. Ovviamente è indispensabile un’attrezzatura ad hoc, che vedremo più avanti, ma non si rema.

Il torrentismo consiste nel discendere strette gole, chiamante anche canyon o forre, che sono percorse da piccoli torrenti con una buona portata d’acqua. Le forre sono solitamente inospitali, sono gole profondamente scavate nella roccia e con una forte pendenza. È uno sport che si pratica in gruppi composti dalle quattro alle otto persone, per formare una cordata. Si possono affrontare percorsi di diverse difficoltà, si può cominciare dai più semplici per poi arrivare a quelli da esperti.

Canyoning in Italia: le mete da scoprire

In Italia ci sono moltissimi luoghi in cui è possibile praticare il canyoning. Le regioni più adatte sono la Liguria, la Toscana, l’Umbria e il Veneto.
Per quanto riguarda la Liguria, tra le mete più gettonate, troviamo: Argentina, Gognardo, Prialunga, Rio Creverino, Rio Lerca e Santa Lucia. Per chi vuole praticare canyoning in Toscana le mete consigliate sono: Canale degli Alberghi, Canale delle Rave, Rio Buti, Rio Fogliaio, Rio Selvano (o dei Pili), Torrente Serra.
In Umbria troviamo Forra del Casco, Forra di Pale e Forra di Prodo (o Fosso Campione), mentre in Veneto ci sono le Gole del Soffia e Vajo dell’Orsa.

L’attrezzatura per il canyoning

Attrezzatura canyoningDurante la pratica del canyoning si usano solitamente mute in neoprene in un unico pezzo o in due pezze, tuta stagna, calzari anch’essi in neoprene oppure in tessuto tecnico, scarpe che siano avvolgenti e protettive con la suola scolpita, in modo che garantiscano un’ottima presa, casco, imbrago ventrale e zaino da 30 a 55 lt. Servono poi un fischietto, che funzioni anche da bagnato, una cesoia affilata per tagliare una corda al primo colpo, un cordino di posizionamento, un discensore di progressione e un discensore di servizio, moschettoni e bloccanti meccanici.
Per quanto riguarda le corde devono essere statiche o, ancora meglio, prodotte specificatamente per l’utilizzo in canyoning, poi i cordini in kevlar lunghi circa 60 cm, gli anelli cuciti di fettuccia e daisy chain di fettuccia con vari anelli. Non possono mancare una sacca da lancio e un bidoncino stagno con dentro lampada elettronica frontale, candele, accendino, telo termico, pastiglie per rendere l’acqua potabile, kit di pronto soccorso, maschera da sub leggera, barrette energetiche, cioccolato, zucchero e altri alimenti energetici in modo da essere pronti ad affrontare ogni evenienza.

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