Vita da VIP in aeroporto: che cosa succede nelle VIP Lounge…

VIP Lounge aeroporto

Anche a me, pur senza poteri conferitimi dalla Costituzione, è capitato di rimuovere il Primo Ministro. E anche di sostituire il Ministro delle Finanze, nonostante siano stati proprio gli esami di Economia ad abbassarmi la media. Come ho fatto, una volta uscita dall’Università, a raggiungere questi traguardi? Ecco… il Presidente del Consiglio si trovava davanti al vassoio dei tramezzini e per raggiungerli ho dovuto chiedergli gentilmente di farsi da parte. Il Ministro delle Finanze invece occupava l’unico salottino dotato di presa elettrica; come lui si è alzato ci ho attaccato il mio PC e preso il suo posto. Certo quando è tornato non ha dato segni di giubilo, ma mia nonna diceva sempre “chi va a Roma perde la poltrona”. E lui stava appunto andando a Roma. Tutto torna.

Sono cose che possono capitare a chi bazzica le VIP Lounge degli aeroporti. A beneficio di chi non le ha mai frequentate e ha la curiosità di saperne di più, faremo allora una narrazione non proprio seria, ma molto veritiera, di quel che succede in queste “zone franche” dove la lotta per l’unica scomoda poltronicina metallica libera non esiste, né tutto il ciondolare in giro per l’aeroporto in attesa del proprio volo o durante uno scalo lungo.

Diciamo subito che non tutti i VIP sono uguali e quindi non tutte le lounge sono uguali. Alcune sono più accessibili, e in queste, non incontreremo magari saccopelisti, ma il pubblico è, tutto sommato, molto eterogeneo. Mi è anche capitato di imbattermi in un paio di elementi, genere bassa manovalanza del cartello di Medellin, che avevano tutta l’aria di essere in partenza dopo un regolamento di conti. Non proprio il genere canonico di VIP che ci aspettiamo. Nelle lounge che offrono servizi premium, come ritiro della carta d’imbarco, upgrade, cambio posto, accompagnamento a bordo, solitamente, gli ospiti sono facce note al pubblico e più azzimati dei due “narcos” di prima. Per comodità io sono solita chiamare i due tipi di ospiti VIP poveri (si fa per dire) e super VIP.

Colazione nel VIP Lounge

L’unica foto che sono riuscita a fare: la mia colazione nel VIP Lounge

Quello che accomuna entrambi i livelli di lounge è la presenza di poltrone e salottini con tv (anche se a volume udibile solo dai cani) wi-fi gratuito illimitato, giornali nazionali e internazionali. Il livello di stravaccamento consentito è variabile; molte sale però offrono la possibilità di scegliere tra poltrone da “allungo”, divani, poltroncine rigide ma comode, per continuare a lavorare con o senza tavolino. Proprio la settimana scorsa un ospite si è allungato talmente tanto che si è disteso sul pavimento a fare yoga!

C’è poi in tutte l’open bar-buffet con ogni ben di Dio: cibi caldi, freddi, tiepidi, dolci, salati, secchi, cremosi, per canivori, per vegetariani, aperitivi, digestivi, vini di tutti i colori e bollicine di tutte le dimensioni. Mentre la pappatoia è molto gettonata, per fortuna l’alcool viaggia con moderazione, nonostante “open bar” sia solitamente sinonimo di “tutti ciucchi persi”.
La sensazione qui dentro è quella di trovarsi in un acquario: ci sono aerei che partono e arrivano, fuori c’è un via vai di persone frettolose, stressate, annoiate, ansiose di non perdere la coincidenza, oppure gruppi rumorosi ed entusiasti, mentre tu ti trovi immerso in un silenzio e un relax quasi totale, con la percezione che il tempo sia rarefatto: le uniche extrasistole in sala sono provocate dal botto del tappo dello spumante quando qualche ospite maldestro decide di aprire la bottiglia senza aspettare l’intervento dell’abile personale del catering. Vuoi mai che qualche jihadista si sia intrufolato in quest’oasi di pace e amore?

Nelle sale super VIP ci si può ritrovare a bere uno Spritz gomito a gomito con un segretario di partito, un CEO di qualche società internazionale o anche raramente un premio Nobel, magari proprio mentre sulle tv in sala vedi la sua faccia in qualche notiziario. L’inizio della settimana politica, coincidente con partenze collettive, consente a chi fosse interessato, di avere anticipazioni su quella che sarà l’attività parlamentare semplicemente allungando un po’ l’orecchio con aria indifferente.

L’esperienza da provare nelle lounge, senza distinzione tra VIP poveri e super, è quella della toilette “animata”. Entrandovi si viene storditi da una nuvola di profumo per ambiente. Per chi si trova già in una lounge lussuosa non rimane in effetti moto da stordire. Ci pensano i bastoncini o le lampe Berger presenti in sala a farlo. Per carità, sono tutti profumi di grandi stilisti, ma un pochino meno intensità aiuterebbe a pensare lucidamente. Ma torniamo alla toilette. Appena varcata la soglia, dallo sciacquone si riversa nella tazza una specie di cascata del Niagara, ma di colore azzurro intenso. Durante l’uso, lo scarico è continuo. La cosa tragica è che, mentre già sei in ansia perché pensi che una pipì in queste toilette inquina quanto una centrale nucleare di vecchia generazione, constati che lo scarico sa esattamente quando cominci e quando finisci, così che ti senti sotto l’occhio vigile del Grande Fratello posizionato nella tazza.

Le modalità per accedere ai lounge sono diverse da sala a sala. Innanzi tutto si deve fare una distinzione tra quelle di particolari linee aeree, aperte solo ai passeggeri di quella compagnia, e solitamente con una membership card acquistabile ogni anno, e sale private accessibili a diverse categorie di passeggeri. Alcune di queste sono riservate ai titolari di una tessera annuale (non proprio economica), altre ai possessori di determinate classi di biglietti, o di programmi per frequent flyers delle compagnie partner o dello stesso aeroporto, convenzioni tra carte di credito e compagnie aeree. Alcune sale private sono però accessibili anche semplicemente acquistando un ingresso giornaliero per poche decine di euro anche da chi vola in economy. Il pass dura in genere 24 ore, ma dato che questo tipo di sala è solitamente posizionata nell’area imbarchi, a meno che non sia in corso uno sciopero è abbastanza difficile riuscire a passarle tutte nella lounge, che tra l’altro ha anche delle ore di chiusura. Meglio programmare l’acquisto in vista di uno scalo lungo o di un volo serale quando si ha la possibilità di arrivare presto in aeroporto e quindi di sfruttarlo al massimo. Certo con il pass giornaliero non ci si troverà a litigare con Obama per l’ultimo bignè alla crema, ma ci si può togliere lo sfizio di assurgere per una volta all’olimpo delle Very Importan Person.

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