Wired Next Festival 2016: le foto e la recensione

I visitatori hanno potuto provare dal vivo gli exhibit ad alto tasso hi-tech.

Wired Next Festival 2016 - Foto e recensione

Innovazione nella scienza, nella tecnologia, nella politica, nella cultura, nel cinema e nell’intrattenimento. È stato questo il filo conduttore della quarta edizione del Wired Next Festival che lo scorso weekend ha animato i Giardini pubblici Indro Montanelli a Milano. Tre giornate intense (27-29 maggio) ricche novità tecnologiche. Oltre 150 relatori di pregio, performance artistiche, laboratori di stampa 3D, droni in volo, videogame vintage, occhiali per la realtà virtuale, film, documentari, maratone di coding e workshop per tutte le età.

Anche noi abbiamo fatto un salto al Wired Next Festival per conoscere di persona gli esperti e provare dal vivo gli exhibit ad alto tasso hi-tech. Abbiamo quindi visto in funzione una stampante 3D e colloquiato con Leonardo Carraro che ci ha fatto scoprire i meccanismi della stampa del futuro: sostanzialmente si può riprodurre qualsiasi oggetto. Per stampare in 3D i quattro piccoli ingranaggi – su cui stava lavorando la stampante che abbiamo visto in azione – il tempo stimato varia dalle due alle quattro ore e si parla di più di 200 strati. I tempi sono ancora lunghi, ma nei prossimi anni si stimano grossi miglioramenti nella tecnologia di stampa e nei suoi impieghi.

Gli ingranaggi stampati in 3D sono serviti a realizzare un braccio robotico pilotabile con uno smartphone e da personal computer anche da remoto. Tutto questo nello spazio espositivo gestito dagli elettronici e dai programmatori del laboratorio di fabbricazione digitale The FabLab, uno stand che ci ha particolarmente colpito e su cui ci siamo soffermati. Del laboratorio facevano parte anche giovani designer e progettisti che hanno partecipato al Contest #Cap4ideas Acqua Pubblica e Digital Fabrication, iniziativa del Gruppo CAP, Wired e Cyrus per ideare le fontanelle del futuro, i primi arredi urbani al mondo realizzati con la tecnica appunto della stampa 3D e del taglio laser. Abbiamo votato anche noi i modelli in 3D di fontanelle in esposizione e assistito poi alla premiazione del vincitore, “In-visible”, una fontanella che, con la sua forma essenziale simile a un’icona da desktop, è di immediata comprensione, oltre a essere di facile realizzazione, innovativa nei materiali, ecosostenibile. Il progetto vincitore – così come spiegato nel workshop di premiazione – sarà poi effettivamente realizzato da otto Comuni lombardi.

Curiosando tra gli stand ci siamo fermati a provare GRIDI, il magico sequencer con led incorporati per comporre musica elettronica in modo accessibile e intuitivo. Un’esperienza unica per creare musica in modo interattivo, ma soprattutto collettivo.

Nel corso delle tre giornate i workshop al Wired Dome e negli altri spazi dedicati si sono succeduti a ciclo continuo con una cadenza di 30 minuti. Insomma una fucina di idee e di racconti non stop.

Alla fine del nostro percorso non poteva mancare una visita a Icaros, il simulatore di volo che ha catapultato i numerosi visitatori in coda nella realtà virtuale del volo: provare l’ebbrezza di volare – a detta di tutti i curiosi – è stata un’esperienza surreale e irripetibile.

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